

di Massimiliano Catapano
Un’altra morte scuote il carcere di Fuorni. Questa mattina, venerdì 19 settembre, un detenuto di 58 anni ha perso la vita a causa di un arresto cardiocircolatorio. L’allarme è scattato poco dopo le 10 e sul posto sono accorse due ambulanze del Vopi. I sanitari hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni sforzo si è rivelato inutile. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Le autorità hanno già avviato le verifiche per chiarire con precisione come si siano svolti i fatti. La vicenda riporta subito alla mente un altro episodio recente. Lo scorso marzo, nello stesso istituto penitenziario, morì Renato Castagno, 37 anni, residente a Mariconda. Anche lui si spense improvvisamente dopo un malore, nonostante fosse già afflitto da gravi problemi di salute. Il suo avvocato aveva più volte chiesto che venisse trasferito ai domiciliari, sostenendo che le sue condizioni non fossero compatibili con la detenzione.
La Procura di Salerno aprì un fascicolo per accertare eventuali responsabilità, e quella morte rimane ancora oggi una ferita aperta. Due decessi in pochi mesi, entrambi nello stesso carcere, non possono essere liquidati come episodi isolati. Crescono gli interrogativi sulle reali condizioni sanitarie all’interno della struttura, sulla rapidità dei soccorsi e sull’assistenza garantita a chi soffre di patologie croniche. A chiedere risposte non sono solo i familiari, ma anche cittadini e associazioni, convinti che servano controlli più severi e un potenziamento immediato del servizio sanitario interno. Un carcere deve privare una persona della libertà, non della dignità e del diritto alla salute. Troppi casi sospetti a Fuorni dimostrano che è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.