

di Massimiliano Catapano
Dante Santoro, 36 anni, avvocato, nato a Battipaglia e cresciuto tra Pontecagnano Faiano e il quartiere Pastena di Salerno, ufficializza la candidatura al Consiglio Regionale della Campania in vista delle urne del 23 e 24 novembre 2025. L’obiettivo dichiarato è rappresentare i 158 Comuni della provincia di Salerno portando in Regione il metodo costruito negli ultimi dieci anni sul territorio: presenza costante, ascolto diretto, interventi puntuali. È questo il filo che lega il suo percorso pubblico - dalla rappresentanza studentesca al liceo "Torquato Tasso", alla fondazione di progetti civici e sociali, fino ai banchi del Consiglio comunale e provinciale - e che oggi diventa piattaforma politica.
Santoro parla di "Primo Programma Partecipato per una Campania Migliore", frutto dei suoi "Comizi a Domicilio", incontri capillari nei quartieri e nei paesi della provincia, in cui raccoglie segnalazioni, idee, bisogni. Il cuore della proposta si muove su quattro assi. Sanità pubblica: rafforzare la rete territoriale, ridurre le liste d’attesa, potenziare i servizi di prossimità per non costringere i cittadini a migrazioni sanitarie. Trasporti: collegamenti più frequenti ed efficienti, con particolare attenzione alle aree interne e ai comuni montani, spesso penalizzati nella mobilità quotidiana. Turismo: una strategia unitaria che valorizzi coste, borghi, siti culturali e parchi, con ricadute concrete su lavoro e imprese. Sviluppo locale e partecipazione: semplificazione amministrativa, sostegno alle filiere produttive e un rapporto stabile tra Regione e comunità, per trasformare le istanze raccolte dal basso in atti e finanziamenti. È la sua idea di "Regione di Vita": istituzioni vicine, servizi che funzionano, decisioni misurabili.
La candidatura arriva alla vigilia di una tornata elettorale cruciale: dopo dieci anni alla guida della Campania, il presidente uscente Vincenzo De Luca si avvia a concludere il proprio ciclo di governo e si aprirà una nuova fase politica con le votazioni per l’elezione del Presidente della Regione e del Consiglio. In questo scenario, Santoro si propone come interprete delle richieste del territorio salernitano, rivendicando un profilo pragmatico costruito con iniziative come “Fiato sul Collo”, gli ambulatori sociali e numerosi interventi di riqualificazione di quartieri e spazi pubblici. "Conoscete il mio metodo: comunicare ogni giorno, metterci la faccia, risolvere problemi concreti. Ora voglio portare in Regione una visione diversa di sanità, trasporti, turismo e sviluppo, scritta insieme ai cittadini", spiega. L’appello finale è rivolto agli elettori dei 158 Comuni: "Conto sul vostro supporto per trasformare un decennio di missioni sul campo in un programma di governo utile a tutti".
Il 23 e 24 novembre gli elettori della Campania sceglieranno dunque rappresentanti e nuovo Presidente. Santoro punta a entrare in aula con un mandato chiaro: mettere a frutto l’esperienza maturata nei quartieri, dare voce alla provincia di Salerno e misurare l’azione regionale su risultati verificabili, dal medico di base che si trova più in fretta al bus che passa con regolarità, fino a un turismo capace di creare lavoro stabile. Una candidatura che nasce "dal basso", e che ambisce a trasformare l’ascolto in decisioni.
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