

di Massimiliano Catapano
Venerdì 12 settembre, poco dopo le 11, in via V. Russo una spazzatrice comunale è stata vista procedere in controsenso nonostante il senso unico introdotto dallo scorso 3 aprile. Un fatto che pesa doppiamente: a violare la regola è un automezzo del Comune, cioè chi dovrebbe dare l’esempio ai cittadini e attenersi in modo rigoroso alle norme di sicurezza sul lavoro e a quelle a tutela degli automobilisti. All’indomani del cambio di viabilità, la Polizia Municipale si era posizionata lungo l’asse interessato, ma l’azione si era limitata a richiami verbali: nessuna contravvenzione, nessuna misura deterrente concreta. Col passare delle settimane, anche quel presidio si è affievolito fino a scomparire; e senza telecamere a supporto, l’assenza di una vigilanza continuativa ha reso di fatto inefficace l’ordinanza. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: in via V. Russo - e, ciclicamente, anche in via Petrone - non sono rari i veicoli che imboccano contromano, trasformando una regola chiara in una trappola per l’utenza più fragile.
L’impatto sulla sicurezza non è teorico. Emblematico l’episodio di un’anziana che, confidando nel senso unico, ha iniziato ad attraversare la carreggiata ritrovandosi davanti un’auto proveniente nel verso vietato: un attimo è bastato per sfiorare l’incidente. È esattamente ciò che una buona amministrazione deve prevenire con controlli serrati e un piantonamento continuo nelle aree più critiche, non con interventi spot destinati a esaurirsi. Resta poi un punto non eludibile: se un mezzo comunale procede in controsenso, era stato autorizzato a farlo? E, se sì, a quali condizioni di sicurezza per operatori e utenti della strada? La domanda è legittima, perché un’eventuale deroga operativa richiede procedure chiare, segnalazioni visibili e tutela effettiva di chi transita.
Dopo quindici mesi di mandato, il sindaco Gennaro D’Acunzi non ha la bacchetta magica, e alcune iniziative avviate in città lo dimostrano. Ma su questa specifica criticità serve un cambio di passo: controlli veri, continui e misurabili; sanzioni quando necessario; dispositivi tecnologici a supporto; e - soprattutto - un messaggio inequivocabile che parta dal Comune stesso. Le regole sono credibili solo se chi governa per primo le rispetta e le fa rispettare, ogni giorno, senza eccezioni.
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