

di Massimiliano Catapano
Dal paradiso all’inferno in pochi minuti. La Cavese aveva la partita in pugno, avanti 2-0 contro il Giugliano, ma si è fatta rimontare e alla fine ha dovuto accontentarsi di un pari che sa di beffa. Una gara che sembrava destinata a regalare il primo successo stagionale agli aquilotti, e che invece lascia l’amaro in bocca a Fabio Prosperi, costretto ancora a rimandare l’appuntamento con la vittoria. Il tecnico non nasconde la delusione al termine di una sfida che poteva cambiare volto al campionato dei metelliani: "Dispiace aver pareggiato una partita dominata, soprattutto con il rammarico delle tante occasioni non sfruttate. Sarebbe stata una vittoria importante e meritata. Dopo il 2-1 ci siamo spaventati e abbiamo commesso errori banali, mancando anche in diversi contropiedi. Resta un grande peccato perchè avevamo dominato, avevamo la partita in pugno e poi invece abbiamo incassato la rimonta. Poi anche aver dovuto cambiare due calciatori subito non ci ha aiutato. Dobbiamo lavorare su questo aspetto, non siamo smaliziati e dobbiamo capire che le partite non sono sempre pulite ma bisogna sporcarci le mani, adattandoci alle situazioni della partita".
Una partita che, oltre al risultato, lascia in eredità una certezza: la Cavese deve crescere in personalità e nella gestione dei momenti chiave. Prosperi lo sa bene e prova comunque a guardare il lato positivo: "Provo a prendermi il bicchiere mezzo pieno che c’è di questa sfida che è quello di aver portato a casa un punto. Dopo Altamura non era facile fare una prestazione così importante ed invece la squadra è riuscita a ripartire. Ora dobbiamo pensare solo a lavorare". La realtà, però, è che la classifica inizia a pesare: quattro giornate, solo due punti conquistati e nessuna vittoria. Un avvio difficile che mette già in salita la strada verso l’obiettivo salvezza. Gli aquilotti non possono più permettersi passi falsi: se i punti sfumano così, col passare delle settimane diventeranno macigni insostenibili. Servono risposte immediate, perché il tempo per rimettersi in carreggiata c’è ancora, ma la svolta non può più essere rimandata.
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