

di Massimiliano Catapano
Momenti di paura nella notte di venerdì a Salerno. Un uomo di 47 anni è stato aggredito e rapinato mentre si trovava sul lungomare Tafuri, a Torrione, nei pressi dell’ex Ostello della gioventù. La vittima, residente in città, aveva deciso di concedersi una passeggiata sulla spiaggia quando si è trovata improvvisamente di fronte un malvivente. Secondo quanto emerso, l’aggressore lo avrebbe minacciato e poi colpito al collo con un oggetto tagliente, intimandogli di consegnare il cellulare. Ferito in modo non grave, l’uomo è riuscito comunque a chiedere aiuto. Sul posto sono arrivati i sanitari del 118 e i Carabinieri.
Il 47enne è stato trasportato all’ospedale "Ruggi d’Aragona", dove i medici hanno riscontrato una lesione superficiale e lo hanno dimesso con una prognosi di pochi giorni. Le indagini sono affidate ai Carabinieri, coordinati dal maggiore Antonio Corvino, che stanno cercando di ricostruire l’accaduto e di risalire all’identità dell’aggressore. Al momento non si esclude alcuna pista, anche se gli investigatori ipotizzano possa trattarsi di un episodio isolato.
Un segnale che preoccupa
Questo fatto di cronaca, pur non avendo avuto conseguenze gravi, riaccende il dibattito sulla sicurezza a Salerno. Negli ultimi mesi la città ha visto crescere episodi di violenza e microcriminalità che iniziano a preoccupare i cittadini.
La riflessione è inevitabile: Salerno sta diventando simile a Napoli degli anni ’80, quando la criminalità era diffusa e pervasiva. E il paradosso è che oggi, Napoli, dopo un lungo percorso di riscatto, appare molto più sicura di Salerno. Una realtà che deve far riflettere, perché la città rischia di perdere quella tranquillità che un tempo la distingueva.
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