

di Massimiliano Catapano
Attimi di follia e paura si sono vissuti ieri, martedì 9 settembre, ad Angri, dove un autista di Busitalia Campania è stato brutalmente aggredito da un passeggero durante il servizio di linea. L’uomo, dopo aver sputato addosso al conducente dal finestrino laterale, lo ha colpito con una serie di pugni alla testa e, non pago, gli ha strappato la divisa di dosso. Una scena drammatica che ha gettato nello scompiglio i passeggeri presenti e reso necessario l’intervento immediato dei Carabinieri e del personale sanitario, che hanno scongiurato conseguenze peggiori.
L'aggressione e la paura a bordo
L’episodio, tanto grave quanto preoccupante, si è consumato in pochi istanti, lasciando l’autista sotto choc e costretto a ricorrere alle cure ospedaliere. Un gesto violento e apparentemente premeditato che ha scatenato forte indignazione non solo tra i colleghi della vittima, ma anche tra i cittadini, sempre più allarmati dal ripetersi di simili episodi.
Il contesto e le reazioni
La vicenda giunge a ridosso della recente riattivazione, presso la Prefettura di Salerno, del tavolo tematico sul contrasto alle aggressioni al personale del trasporto pubblico locale. Una coincidenza che rende ancora più urgente la trasformazione delle parole in azioni concrete. Non si è fatta attendere la presa di posizione dei sindacati. Gerardo Alpino per la Filt Cgil e Diego Corace per la Fit Cisl hanno denunciato "l’insostenibile rischio cui sono quotidianamente esposti i lavoratori viaggianti", chiedendo misure immediate a tutela degli autisti. Tra le proposte avanzate: l’installazione di dash cam sui mezzi, campagne di sensibilizzazione a bordo con avvisi multilingue, cabine protettive per i conducenti e sistemi di sicurezza avanzati. Le sigle sindacali hanno espresso piena solidarietà all’autista e alla sua famiglia, annunciando iniziative sindacali e legali qualora non venissero adottati provvedimenti concreti.
Una questione di sicurezza pubblica
Il caso di Angri mette in luce, ancora una volta, la fragilità del sistema di sicurezza a bordo dei mezzi pubblici. Non si tratta solo di tutelare i lavoratori, ma anche i cittadini che quotidianamente si affidano al trasporto pubblico. La Prefettura di Salerno e le aziende coinvolte sono ora chiamate a dare seguito agli impegni assunti, trasformandoli in azioni efficaci e immediate. Un autobus non può diventare un luogo di paura. La tutela di chi guida e di chi viaggia deve tornare a essere una priorità assoluta.
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