

di Massimiliano Catapano
È caccia aperta alla cosiddetta "banda dell’Audi", un gruppo di cinque malviventi che nella notte di mercoledì 10 settembre, poco dopo le 4.00 del mattino, ha colpito a Cava de' Tirreni, prendendo di mira tre esercizi commerciali. Due i furti andati a segno, uno invece fallito grazie al sistema d’allarme. Il primo colpo è stato messo a segno in una pasticceria di via Filangieri, dove le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la scena con incredibile chiarezza. Tre uomini sono scesi dall’Audi grigia, un quarto fungeva da palo, mentre il quinto è rimasto al volante, pronto per la fuga. Nel giro di un minuto hanno scassinato la cassa automatica, caricandola sull’auto. A lanciare l’allarme è stato un passante che, poco dopo, ha notato i segni di effrazione.
Un dettaglio curioso, diventato virale sui social, ha catturato l’attenzione dei cittadini: uno dei malviventi, prima di portare via la cassa, ha preso dalla vetrina un vassoio di babà, caricandolo in macchina come fosse parte del bottino. Lo stesso proprietario della pasticceria, con amara ironia, ha raccontato l’episodio pubblicando una storia sui social, ricevendo decine di messaggi di solidarietà da colleghi e concittadini. Non paghi, i ladri hanno tentato un secondo colpo in una farmacia sempre in via Filangieri, ma in questo caso il potente sistema d’allarme ha mandato all’aria i loro piani, costringendoli alla fuga a mani vuote. La banda si è quindi spostata verso via XXIV Luglio, al confine con Nocera Superiore, dove ha preso di mira un negozio di sigarette elettroniche riuscendo a portar via un’altra cassa automatica.
Le indagini sono ora affidate alle forze dell’ordine, che stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza per identificare i componenti del gruppo. L’ipotesi investigativa è che la banda possa essere la stessa responsabile di altri episodi simili avvenuti nelle scorse settimane nel territorio salernitano. La comunità di Cava de' Tirreni resta scossa da una notte di paura e incredulità, tra danni, bottini in denaro e persino un vassoio di dolci che ha trasformato un fatto criminoso in una vicenda destinata a restare impressa nella memoria collettiva.
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