

di Massimiliano Catapano
Daniele Faggiano, nuovo direttore sportivo della Salernitana, ha parlato ai microfoni di TMW Radio del progetto tecnico intrapreso insieme al patron Danilo Iervolino, al presidente Maurizio Milan e all’amministratore delegato Umberto Pagano. L’ex dirigente, classe 1978, ha sottolineato come l’avventura granata rappresenti per lui una sfida stimolante: "Sono arrivato in una grande società, con una tifoseria straordinaria. L’obiettivo è costruire una Salernitana futuribile sotto ogni aspetto". Il dirigente ha ribadito la complessità di amalgamare un gruppo profondamente rinnovato: la rosa conta infatti 25 elementi, con innesti di prospettiva provenienti da settori giovanili prestigiosi come Sassuolo, Lecce e Milan, affiancati a uomini d’esperienza. "L’intesa non si compra, va costruita con il lavoro quotidiano. Sono molto soddisfatto perché credo di aver allestito una squadra fatta di uomini prima che di calciatori. Oggi la differenza la fanno le panchine: servono doppioni affidabili in ogni ruolo", ha spiegato il ds.
Un campionato equilibrato e insidioso
L’inizio di stagione non ha spaventato Faggiano, che guarda con realismo alle difficoltà del girone C di Serie C: "Il torneo è ancora lungo. Squadre come Catania, Benevento e Cerignola hanno una base consolidata da anni e oggi raccolgono i frutti della programmazione. Noi, invece, dobbiamo costruire l’amalgama. Ma resto fiducioso". Il dirigente ha poi allargato l’analisi ad altre rivali: “Il Siracusa ha un tecnico preparato e ha risolto i problemi societari, il Casarano è sempre un campo complicato e ha una tifoseria caldissima. Attenzione anche a Potenza, Crotone e Monopoli. La competitività è altissima".
Giovani, seconde squadre e prospettive del calcio italiano
Ampio spazio, nell’intervista, è stato dedicato al tema dei giovani e delle seconde squadre: "In Serie A giocano tanti stranieri, qualcosa va fatto. Le seconde squadre possono essere utili, come in Argentina, ma in Italia restano un privilegio per pochi e penalizzano club come quelli di Lega Pro. Un tempo i ragazzi arrivavano in prestito, ora restano nelle U23. Serve equilibrio. Non so quanti giovani giocheranno davvero titolari: il problema parte dai vivai, servono investimenti in strutture e staff". Faggiano ha inoltre invocato regole più stringenti sull’impiego dei giovani, sottolineando la necessità di un cambio di rotta strutturale: "Se si continua a risparmiare su campi e staff, il movimento non crescerà mai davvero".
La Serie C che cresce e la novità dell'FVS
Il ds granata ha rimarcato i progressi della terza serie italiana: "La Serie C sta crescendo grazie alla visibilità televisiva. Lo spezzatino può dividere, ma porta abbonati e interesse. Il livello tecnico si alza, l’attesa cresce: è un bene per tutti". Uno sguardo anche agli altri gironi: "Nel gruppo A Vicenza e Brescia sembrano fare corsa a parte, ma occhio all’AlbinoLeffe. Nel B l’Arezzo ha costruito una squadra importante, così come il Perugia e altre piazze storiche che necessitano tempo. La competitività non manca di certo".
Infine, Faggiano ha commentato la novità tecnologica dell’FVS, introdotta in questa stagione: "È un’evoluzione giusta, riduce gli errori. Gli arbitri possono sbagliare come tutti, ma con questa tecnologia si migliora. Io sono il primo ad arrabbiarmi in panchina, ma è un passo avanti che serve a tutto il movimento". La Salernitana di Faggiano, insomma, si prepara a una stagione complessa ma ambiziosa, tra nuove sfide, giovani da valorizzare e la consapevolezza di avere alle spalle una piazza che non smette mai di credere nel proprio futuro.
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