

di Massimiliano Catapano
Danilo Iervolino ha scelto le colonne del Corriere dello Sport per tracciare un bilancio dopo due anni intensi e difficili alla guida della Salernitana. Tra autocritica, riflessioni personali e una nuova visione di ripartenza, il presidente granata ha raccontato i suoi errori, la fiducia nei dirigenti e l’affetto per una tifoseria che non ha mai fatto mancare il proprio sostegno.
Errori e lezioni del passato
Il patron non ha nascosto i rimpianti: "Se tornassi indietro non rifarei tante cose. Nel campionato di Serie B avrei mantenuto Pippo Inzaghi. L’anno scorso avevo chiesto tre rinforzi e un grande attaccante, ma mi fu detto che servivano otto giocatori. Col senno di poi, mi sarei imposto di più". Una gestione che ha finito per pesare: "Abbiamo tolto troppi calciatori mandandoli in prestito, e poi sono tornati senza dare l’apporto necessario. Inoltre ci sono mancati i gol degli attaccanti, sia nella prima che nella seconda parte della stagione". Ma l’autocritica non si limita al campo. Iervolino ha puntato il dito anche contro l’atteggiamento generale del club: "Il grande errore in Serie B è stato leccarci le ferite, piangere e recriminare. Quel tempo lo abbiamo sprecato, e non deve più accadere".
La nuova dirigenza e l'impatto di Faggiano
La ripartenza è affidata a una struttura societaria rinnovata, con il nuovo CdA guidato dall’amministratore delegato Pagano e con Maurizio Milan a fianco del presidente. "Hanno ricreato coesione e spirito di appartenenza, valori che erano venuti meno", ha sottolineato Iervolino. Parole di grande stima anche per il direttore sportivo Daniele Faggiano: "Ha avuto un impatto straordinario. Mi disse esattamente quello che sarebbe successo, e così è stato. Oggi gli do un voto di otto, forse anche di più, ma preferisco aspettare la fine del campionato".
Il futuro: concretezza e responsabilità
Il presidente granata guarda avanti con pragmatismo: "Il calcio non è matematica, ci sono tante variabili. Bisogna motivare i giocatori, creare gruppo e scegliere profili giusti. Oggi abbiamo un allenatore concreto, motivatissimo e che conosce bene la categoria, oltre a un direttore esperto". La linea è chiara: mai più errori legati a nomi altisonanti destinati a "fare villeggiatura" a Salerno. "Il campo sarà il vero giudice. Ma non commetteremo più l’errore di piangerci addosso".
Il rapporto con i tifosi e l'impegno personale
Un passaggio sentito è stato riservato alla piazza: "Innanzitutto grazie ai tifosi. Hanno dimostrato grande maturità e vicinanza in un periodo molto difficile. Non è facile restare accanto alla squadra dopo due anni così complessi, ma hanno risposto con calore e con la fiducia degli abbonamenti. Questo ci responsabilizza ancora di più". Sul piano personale, Iervolino non ha nascosto quanto la Salernitana abbia inciso nella sua vita: "Il club mi ha regalato le emozioni più forti della mia vita. Alcuni episodi mi hanno ferito, ma non sono rancoroso e guardo avanti. Ho fatto grandi sacrifici economici per mantenere la squadra tre anni in Serie A, per regalare gioie alle famiglie. In parte ci siamo riusciti, in altre no, e mi dispiace. Ma sono certo che ci riprenderemo quelle gioie in poco tempo".
L'imprenditore visionario
Nel box dedicato al patron, il quotidiano lo definisce un “"mprenditore visionario", capace di coniugare intuizioni, capacità manageriali e una visione internazionale che ha segnato anche l’ingresso nel mondo dell’intelligenza artificiale. Un profilo che, applicato alla Salernitana, punta ora a costruire un progetto solido e duraturo.
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