

Sabato 23 agosto 2025, alle ore 21.15, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della quarantesima edizione del Teatro dei Barbuti, Officina Teatrale, Teatro Novanta ha presentato "Voi dite di Sì", adattamento e regia di Raffaele Milite. Trama. "Voi dite Sì!" è uno spettacolo che rivisita con ironia e profondità i temi dell'arte, della follia e delle maschere sociali, attraverso l'opera di Eduardo De Filippo riletta da Raffaele Milite. La pièce si sviluppa in due atti e mette in scena un collage di personaggi pittoreschi e situazioni surreali, dove il vero "pazzo" non è chi vive ai margini della normalità, ma chi cerca di vivere d'arte, sfidando le convenzioni e la realtà. Il tema centrale affrontato è che il vero pazzo è chi desidera fare teatro e vivere d'arte, perché questa scelta richiede un coraggio e una follia che la società spesso non comprende e condanna. Tra dialoghi grotteschi, personaggi eccentrici e momenti di poesia e comicità, lo spettacolo mette in discussione i valori della normalità e del conformismo, sottolineando come l'artista, spesso considerato un visionario, sia in realtà il vero ribelle, colui che osa sognare e vivere secondo i propri ideali. Attraverso situazioni tragicomiche e riflessioni sull'assurdo, lo spettacolo invita a riflettere sul valore dell'arte come atto di libertà e ribellione, e su come spesso chi desidera vivere d'arte sia considerato il "pazzo" dalla società, ma in realtà è colui che più di tutti possiede il coraggio di essere sè stesso.
Venerdì 22 agosto 2025, alle ore 21.15, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della quarantesima edizione del Teatro dei Barbuti, Salerno Animo del Mediterraneo Festival ha presentato "Peppe Barra in concerto". Con: Paolo Del Vecchio (chitarre, mandolino), Luca Urciuolo (pianoforte, fisarmonica), Ivan Lacagnina (percussioni), Sasà Pelosi (basso acustico), Francesco di Cristofaro (fiati etnici). Barra ha preso parte a quasi tutte le edizioni, sin dagli inizi quando si esibì con la mamma, Concetta Barra, sulle tavole del palcoscenico salernitano che sorge all’aperto tra le case del borgo longobardo. Ha un feeling particolare con la rassegna del Teatro dei Barbuti, che è per lui appuntamento fisso di ogni estate. Nel suo disco "Cammina Cammina", registrato interamente live in diversi teatri italiani (dal Teatro "La Fenicie" di Venezia fino all’Aula Magna dell’Università la Sapienza di Roma, allo stesso Teatro dei Barbuti di Salerno, dove è stato registrato un pezzo durante uno degli ultimi concerti), c’è un esplicito ringraziamento e saluto a Peppe Natella, riportato per iscritto sulla copertina del cd. "Ogni volta rivivo un’atmosfera magica ai Barbuti - spiega Peppe Barra - è un luogo che mi ricorda i duetti con mamma Concetta, la grande amicizia con il professore Peppe Natella e con l’artista Mario Carotenuto. Tre figure che non si dimenticano facilmente".
Ai Barbuti, Peppe Barra ha già ricevuto il Premio Peppe Natella alla carriera, e ora si prepara a festeggiare gli ottant’anni in una grande festa, organizzata per lui da Chiara Natella, organizzatrice della rassenga. Peppe Barra ha proposto il suo concerto, tra brani storici del suo repertorio e novità che sono ormai già dei classici. Nel concerto-spettacolo emerge la straordinaria abilità di Peppe Barra nel creare un personalissimo tempo artistico in cui presente, passato e futuro si annullano per dare vita ad uno spettacolo unico e appassionante in cui protagonista è come sempre la versatilità interpretativa di Barra che con l'energia travolgente che lo caratterizza, restituisce allo spettatore un repertorio che parte dalla contaminazione di brani della tradizione di autori come Leonardo Vinci, Ferdinando Russo, E. A. Mario, a composizioni più recenti di autori come Pino Daniele, Bob Marley, Enzo Gragnaniello, fino ad arrivare a composizioni contenute nel suo ultimo lavoro discografico dal titolo "Cipria e caffè" di autori contemporanei quali Gnut e Toto Toralbo. I testi costruiscono con la musica, architetture sonore con il blues, il jazz, riuscendo a far convivere suoni antichi e moderni, tammurriate ed arie del Settecento. La forza della parola, gli accenti sospesi del suo dialetto diventano la viva e palpitante materia sonora che caratterizzano questo spettacolo con il sostegno di musicisti straordinari che da lungo tempo sono i suoi compagni di viaggio. Personaggio sempre autentico, nella vita e sulla scena, artista puro, trasmette al suo pubblico un magma incandescente di emozioni dalla risata più sonora alla commozione più autentica.
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