

di Massimiliano Catapano
Nocera Superiore si stringe nel dolore per la scomparsa di Maria Gambardella in Petti, figura di spicco dell’imprenditoria campana e autentica colonna dell’industria conserviera italiana. Si è spenta ieri, 1 settembre, lasciando un segno indelebile in una comunità che l’ha sempre considerata non soltanto una leader aziendale, ma un punto di riferimento umano e sociale. Per oltre settant’anni, la Signora Maria ha guidato con dedizione e visione la Petti Conserve S.p.A., trasformando l’azienda di famiglia in un marchio riconosciuto a livello nazionale come simbolo del pomodoro italiano. Una vita interamente dedicata al lavoro, al territorio e alle persone, che si intreccia con la storia stessa dell’Agro nocerino. La notizia della sua scomparsa arriva a poche settimane dal centenario dello stabilimento, celebrato il 4 luglio scorso, ricorrenza che Maria aveva vissuto con profondo orgoglio, consapevole di aver contribuito a scrivere una pagina importante di quella storia.
Il saluto della città
Il sindaco di Nocera Superiore, Gennaro D’Acunzi, ha voluto esprimere a nome dell’intera cittadinanza un cordoglio commosso: "Con profonda partecipazione esprimo il più sentito cordoglio per la scomparsa della Signora Maria Gambardella in Petti, donna straordinaria che con coraggio e lungimiranza ha guidato una delle realtà più significative del nostro territorio. La sua opera è stata esempio di impresa responsabile, capace di coniugare sviluppo economico e coesione sociale. Ha rappresentato un modello di dignità del lavoro e di radicamento nella comunità. Per questo motivo, domani proclameremo il lutto cittadino". Parole che restituiscono il senso di appartenenza e gratitudine di un’intera città verso una donna che ha saputo incarnare l’anima imprenditoriale e umana di Nocera Superiore.
L'omaggio di Rosario Danisi
Tra le voci che hanno ricordato la Signora Maria c’è anche quella di Rosario Danisi, che ha tracciato un ritratto intenso della sua figura: "Ci lascia una donna eccezionale, che ha dedicato la sua vita alla fabbrica, ai dipendenti e alla famiglia. Sempre pronta a sostenere chi aveva bisogno, ha fatto della sua azienda centenaria un punto di forza per l’intera comunità. Con intelligenza e lungimiranza ha costruito relazioni che hanno fatto la storia dell’industria agroalimentare. La sua eredità resterà viva nei cuori di chi l’ha conosciuta e nei prodotti che portano il suo nome".
Una vita tra famiglia, lavoro e territorio
La parabola umana e professionale di Maria Gambardella in Petti racconta di una donna che ha saputo unire tradizione e innovazione, affermando l’impresa come strumento di crescita economica e sociale. Sotto la sua guida, lo stabilimento non è stato soltanto luogo di produzione, ma presidio di valori, motore di occupazione e segno tangibile di radicamento territoriale. Il vuoto che lascia è profondo, ma il suo esempio continuerà a ispirare le nuove generazioni. A sopravviverle non è soltanto un’azienda, ma una filosofia di vita basata su lavoro, solidarietà e dignità. Oggi Nocera Superiore perde una protagonista indiscussa della sua storia recente. Ma la comunità la ricorderà come la Signora Maria, capace di trasformare un marchio in un simbolo e di fare della fabbrica di pomodori un pezzo di identità collettiva.
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