

di Massimiliano Catapano
A distanza di dieci anni di governo regionale targato Vincenzo De Luca, la polemica sulla sanità campana si riaccende con forza. Al centro dell’attenzione la chiusura dell’Ambulatorio diurno di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale cittadino, un servizio che i Comitati Uniti a difesa dell’Ospedale di Cava chiedono da tempo di riattivare. Il Comitato ha voluto chiarire un punto cruciale: non si tratta di un reparto, bensì di un ambulatorio, che avrebbe un valore strategico per il territorio. La sua riapertura, spiegano, permetterebbe di ridurre i tempi delle liste d’attesa e di garantire assistenza immediata alle donne di Cava de' Tirreni e della Costiera Amalfitana, evitando così l’obbligo di recarsi fino all’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Proprio per questo i rappresentanti hanno inviato una PEC al nuovo Direttore Generale Ciro Verdoliva, sollecitando un incontro urgente.
Sulla vicenda è intervenuta con decisione la deputata di Fratelli d’Italia Imma Vietri, che in una nota ha attaccato duramente la gestione della sanità regionale: "Dopo dieci anni di governo regionale targato De Luca, con deleghe dirette alla Sanità, siamo ancora costretti a denunciare l’assenza totale di programmazione e l’abbandono di interi territori. Solo proclami, promesse non mantenute e nessuna risposta concreta ai bisogni reali dei cittadini. La chiusura dell’Ambulatorio diurno di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Cava de' Tirreni è l’ennesima prova di una gestione fallimentare, che mette a rischio il diritto alla salute di centinaia di donne di Cava e dei comuni limitrofi". Un servizio che, almeno sulla carta, avrebbe già dovuto essere riattivato. Una delibera del 29 luglio 2016, firmata dall’allora commissario ad acta Cantone, disponeva infatti la riapertura dell’ambulatorio. "Ma a distanza di nove anni - prosegue Vietri - e dopo un intero decennio di potere assoluto di De Luca sulla sanità campana, nulla è stato fatto. Esprimo quindi pieno sostegno all’iniziativa dei Comitati Uniti a difesa dell’Ospedale di Cava, che hanno chiesto un incontro urgente con il nuovo Direttore Generale del Ruggi d’Aragona. A De Luca ricordiamo che la sanità non si governa con gli slogan, ma con i fatti".
Il bilancio, secondo Vietri, resta drammatico: "I fatti parlano chiaro: reparti chiusi, servizi ridotti, carenza di personale sanitario, cittadini esasperati. Un sistema allo sfascio, frutto del malgoverno del presidente della Regione, del Partito Democratico e del silenzio complice del Movimento 5 Stelle". La deputata conclude lanciando un appello al nuovo direttore generale: "Auspico che il nuovo Direttore Generale del "Ruggi d’Aragona" si attivi concretamente per garantire non solo la riapertura dell’ambulatorio, ma anche il rilancio complessivo dell’offerta sanitaria per la città di Cava e per tutto il territorio". Ora la parola passa a Verdoliva, chiamato a dare una risposta a un’intera comunità che attende da anni la restituzione di un servizio considerato fondamentale per il diritto alla salute.
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