

di Massimiliano Catapano
«Ospedale "Ruggi", l’ombra dei furti sui malati». È questa la frase che, come lui stesso ha ammesso, ha ferito profondamente il direttore generale del "San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona", Ciro Verdoliva. Una ferita che non riguarda soltanto lui, ma l’intera comunità di professionisti che ogni giorno lavora per garantire cure, dignità e umanità ai pazienti. Con un messaggio accorato inviato a tutti i dipendenti domenica 31 agosto 2025, Verdoliva ha voluto affrontare senza mezzi termini il caso delle sottrazioni avvenute ai danni di pazienti ricoverati. Non si parla di denaro, ma di beni molto più preziosi: fedi nuziali, collane, piccoli ricordi familiari. Oggetti che custodiscono storie, legami e amori, e che per i malati e le loro famiglie hanno un valore incalcolabile.
"Alle famiglie dei pazienti che hanno subito questi episodi - ha scritto - porgo le mie più sincere scuse. È inaccettabile che, in momenti già difficili, possano essere privati di beni così preziosi, custodi di affetti e ricordi". La sua indignazione traspare con forza: "Sapere che qualcuno, nell’ora più fragile della vita, possa essere privato di questi beni intimi e preziosi mi riempie di dolore. È un’ombra che pesa su tutti noi, anche se la grandissima maggioranza lavora con onore e dedizione". Verdoliva non accetta che sul "Ruggi" possano calare sospetti: "Non credo - e non voglio credere - che tra noi possano annidarsi simili comportamenti. Ma la sola possibilità che qualcuno lo pensi, che un paziente o una famiglia possa associare il nostro nome a un gesto vile, ci deve scuotere nel profondo".
Da qui l’appello diretto al personale: "Vi chiedo, con forza e con il cuore, di essere vigili. Di avere occhi attenti, di segnalare subito ciò che appare strano o fuori posto. In attesa delle misure che metteremo in campo per rafforzare la sicurezza, abbiamo già oggi un’arma potentissima: la coscienza e l’orgoglio di ciascuno di noi". Parole che assumono il tono di un manifesto etico: "Non possiamo permettere che l’immagine dell’Azienda "Ruggi" venga sporcata da chi non conosce il valore della dignità e del rispetto. Non tollererò in alcun modo che si possa infangare il lavoro e l’onore di una comunità fatta di migliaia di professionisti onesti". Per Verdoliva il tradimento non riguarda solo l’Azienda, ma l’intera collettività: "Chi tradisce questo spirito non ferisce solo il "Ruggi", ma l’intera comunità che rappresentiamo e serviamo ogni giorno".
Eppure, accanto all’indignazione, emerge la fiducia: "Sono certo che insieme, con l’onestà e l’impegno che vi riconosco ogni giorno, sapremo dimostrare che la nostra Azienda è, e resterà, una casa di cura e di umanità". Il documento si chiude con un segno di prospettiva, quasi uno slogan programmatico che accompagna il "Ruggi" nella sua crescita: "'Ruggi' 25/30 verso il futuro". Con queste parole, Verdoliva non solo condanna con forza i gesti vili che hanno colpito i pazienti, ma rilancia l’immagine di un ospedale che vuole restare saldo nella sua missione: custodire la salute, la dignità e la fiducia delle persone.
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