

di Massimiliano Catapano
Tre punti all’esordio, ma zero illusioni. Giuseppe Raffaele, al termine della sfida vinta contro il Siracusa, ha mostrato la consueta schiettezza: soddisfatto del risultato, meno della continuità di gioco espressa dalla sua Salernitana. "Abbiamo giocato a sprazzi. - ha ammesso l’allenatore - La squadra ha creato diverse occasioni, ma se avessimo realizzato il 2-0 la partita sarebbe andata subito dalla nostra parte. Nel finale alcuni calciatori arrivati da poco, come Golemic, Knezovic e Liguori, hanno accusato un calo fisico. Con il tempo ci sarà più omogeneità. Vincere era fondamentale, anche contro un avversario che poteva metterci in difficoltà, ma voglio vedere miglioramenti di settimana in settimana sia nella manovra che nell’intensità". Raffaele non si è nascosto dietro al risultato: "In certi momenti abbiamo pensato più a gestire che a proporre. Non mi preoccupa: a fine agosto è normale non avere una condizione ottimale. Non posso dirmi soddisfatto a prescindere, ma mi aspetto che durante la stagione emerga un’identità precisa. Alcuni devono ancora trovare la forma migliore, altri hanno bisogno di tempo per integrarsi. In questo periodo dobbiamo saper vincere con intelligenza, come abbiamo fatto oggi".
Il tecnico ha toccato anche il tema mercato. In panchina si sono visti Legowski e Tongya, mentre non erano della gara Daniliuc e Maggiore: "Il loro futuro dipende dal dialogo con la società. - ha spiegato - Se resteranno li considererò pienamente parte del gruppo, altrimenti si apriranno altri scenari. La squadra, comunque, ha mostrato la volontà di intraprendere un percorso chiaro, anche se costruita in tempi rapidi. Le gare diventano più semplici quando si ha un’identità forte, ed è quello a cui stiamo lavorando". Sulla scelta di lanciare dall’inizio Knezovic e Liguori, l’allenatore ha precisato: "Sono con noi dal post-ritiro di Norcia. Sapevo che avevano nelle gambe 45 minuti e che potevano darmi qualità. Ho voluto partire subito puntando sulla tecnica, e penso che entrambi abbiano risposto bene. Ora devono continuare a lavorare con entusiasmo per inserirsi al meglio". Infine, uno sguardo alla retroguardia, dove si è visto un assetto nuovo: "Era la prima volta che giocavano insieme, quindi c’è ancora da lavorare per trovare i sincronismi giusti. Nonostante qualche difficoltà, sono soddisfatto. Dobbiamo crescere anche con Anastasio e Cabianca. Non sono un integralista, guardo sempre alle caratteristiche dei miei uomini: ciò che conta è avere solidità". La Salernitana parte col piede giusto, ma la strada verso la piena maturità è ancora lunga. Raffaele lo sa bene: solo con il tempo i granata potranno trasformare la concretezza mostrata contro il Siracusa in un’identità riconoscibile e duratura.
Tre punti fondamentali per muovere la classifica, ma la prestazione dei granata ha lasciato più dubbi che certezze, segnando un evidente passo indietro rispetto alla gara di Coppa Italia contro il Sorrento, persa ai rigori ma affrontata con ben altro spirito e qualità di gioco. Al termine della partita, Borna Knezovic - classe 2005 e match winner della serata - ha commentato così il suo momento: "Fisicamente mi sento abbastanza bene, mi alleno con continuità da un mese. Sul discorso dei rigori ci sono compagni più esperti di me, la scelta spetterà sempre al gruppo e al mister. Il gol l’ho dedicato a una persona speciale, che conosce bene il motivo della mia esultanza. È la mia prima rete tra i professionisti e ne sono orgoglioso, ma so che bisogna continuare a lavorare. Vengo da un campionato Primavera e ora voglio vivere pienamente l’ambiente dell’"Arechi": spero di vedere lo stadio pieno, perché noi vogliamo vincere e la squadra sa bene dove deve arrivare". Sul suo ruolo in campo, Knezovic si è mostrato disponibile a ogni soluzione tattica: "Nasco come trequartista, ma ho giocato anche da play e da mezz’ala. Per me conta solo aiutare la squadra: i ruoli li decide il mister, io sono pronto a dare il massimo in qualsiasi posizione a centrocampo".
Sulla stessa linea di pensiero anche Luca Villa, tra i più attivi sulla corsia esterna. Intervistato da Lira Tv, l’ex Padova ha messo in evidenza la necessità di crescere: "Stasera (lunedì, ndr) contava soltanto vincere, anche soffrendo. Abbiamo affrontato un avversario organizzato e dopo il vantaggio ci siamo abbassati troppo, mancando l’occasione di chiudere la partita con il raddoppio. Siamo un gruppo nuovo, con tanti innesti e un allenatore che ci sta trasmettendo le sue idee: è normale che serva tempo per trovare la giusta intesa. Personalmente sto bene, non ho saltato un allenamento e sono più portato ad attaccare, ma mi sono impegnato anche in fase difensiva. L’importante è dare sempre il massimo per la squadra". Il successo contro il Siracusa porta ossigeno e fiducia, ma non cancella le difficoltà mostrate in campo. La Salernitana conquista i suoi primi tre punti casalinghi della stagione senza entusiasmare e lasciando la sensazione che la strada per trovare compattezza, ritmo e qualità sia ancora lunga. Una vittoria di misura che serve alla classifica, ma che non deve illudere: rispetto alla buona prova, seppur sfortunata, offerta in Coppa Italia contro il Sorrento, la squadra di Raffaele ha fatto un passo indietro sul piano del gioco. Ora servirà crescere in fretta, perché la piazza granata non si accontenta dei risultati: pretende anche prestazioni all’altezza del suo pubblico e del prestigio della maglia.
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