

di Massimiliano Catapano
Al termine della sfida tra Sorrento e Cavese, conclusasi con un pareggio a reti inviolate nella prima giornata del campionato di Serie C, mister Fabio Prosperi (foto Lorenzo Giordano) ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi ragazzi, sottolineando i progressi compiuti e le difficoltà di una squadra giovane che sta ancora costruendo la propria identità. "Il primo tempo è stato particolarmente buono da parte nostra - ha esordito Prosperi - mentre nella ripresa abbiamo avuto meno forza nella pressione. Bisogna ricordare che Diarrassouba si è allenato soltanto tre o quattro giorni dall’inizio del ritiro, Munari è con noi da appena dieci giorni e abbiamo chiuso la gara con sei o sette under in campo. Inoltre, di fronte avevamo un avversario di categoria, capace di andare a fare risultato a Salerno. Per questo considero il punto conquistato molto positivo, anche perchè oltre alla punizione di D’Ursi non abbiamo concesso praticamente nulla".
Il tecnico ha rimarcato la prova di maturità dei più giovani, inseriti in un contesto non semplice: "Sono contento, al di là del risultato, di come i ragazzi hanno saputo tenere il campo. Negli ultimi dieci-dodici minuti abbiamo avuto il predominio grazie anche alle forze fresche. Non possiamo pensare di dominare per novanta minuti: siamo una squadra costruita per la salvezza e dobbiamo saper alternare i momenti in cui spingere a quelli in cui bisogna difendersi con le unghie e con i denti. Il nostro percorso sarà questo". Prosperi guarda avanti con realismo ma anche con fiducia: "Dobbiamo crescere, lo dicevo già una settimana fa qui a Potenza. Non possiamo permetterci di non lavorare come matti ogni giorno. In questo girone abbiamo poca esperienza e ci è mancata la stoccata finale. Con Diarrassouba e Sorrentino in condizioni migliori avremmo avuto più soluzioni. Spero che presto troveremo quella stoccata. Per me pareggiare qui è un inizio positivo, perché questa potrebbe rivelarsi una diretta concorrente per la salvezza".
Inevitabile un passaggio anche sul mercato: "Abbiamo tanta voglia di andare ovunque e fare battaglia. La società sa dove intervenire: ci serve un centrocampista, un attaccante e un esterno mancino che possa far rifiatare Diarrassouba. Io indico solo le caratteristiche, poi la dirigenza decide. Fusco è un giovane con lo spirito giusto, già nelle amichevoli ha dimostrato di essere dentro al 100%. Deve solo avere il tempo di crescere, ma il suo atteggiamento mi piace molto. Non abbiamo avuto paura di lanciare tanti ragazzi, e loro hanno risposto bene". Infine, l’allenatore ha ribadito il concetto di squadra come unità indivisibile: "Non mi piace ragionare a reparti. Dobbiamo attaccare in undici e difenderci in undici, portiere compreso. In fase difensiva gli attaccanti devono essere i primi a sacrificarsi, altrimenti non riusciremo a fare il campionato che vogliamo. Se manterremo questo spirito, potremo giocarcela con chiunque. Certo, dobbiamo migliorare negli ultimi metri e nelle giocate decisive: un paio di volte potevamo arrivare al tiro in situazioni favorevoli. Ma lo spirito è quello giusto". La Cavese riparte dunque da un pareggio che, al di là del risultato, consegna al tecnico indicazioni confortanti: un gruppo giovane, coraggioso e pronto a lottare in ogni campo, con la consapevolezza che la strada verso la salvezza passa attraverso lavoro quotidiano, sacrificio e compattezza.
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