

di Massimiliano Catapano
In meno di tre settimane dall’insediamento, Ciro Verdoliva ha già impresso la sua impronta sulla guida del "Ruggi d’Aragona" di Salerno. Due audit avviati in tempi record - il primo sul caso della paziente legata al letto, il secondo sul malfunzionamento degli ascensori - rappresentano più che semplici atti amministrativi: sono il segnale di un metodo gestionale che punta dritto al cuore dei problemi. Chi è, dunque, Verdoliva? Non un sanitario né un amministrativo puro, ma un ingegnere. Una figura tecnica, abituata a ragionare per soluzioni e risultati, e che per questo non concede margini a scuse o sotterfugi. Per le imprese che gravitano attorno all’ospedale, la sua presenza significa dover dialogare con un uomo abituato a misurare, controllare, verificare.
Chi lo ha conosciuto al "Cardarelli" di Napoli, dove ha diretto per anni, sa che non è un dirigente da scrivania. Si faceva trovare nei viali dell’ospedale all’alba, spesso prima dell’arrivo del personale. La sua idea di direzione non è quella del comandante chiuso nella cabina di regia, ma del capitano che guida la squadra dal campo. E il concetto di #squadra non è solo un richiamo retorico: lo ha dimostrato in più occasioni. Un episodio resta emblematico. Il 2 ottobre 2017, quando accolse un gruppo di neo-dirigenti amministrativi, consegnò loro una spilla con il logo del Cardarelli. Un piccolo gesto, ma dal forte valore simbolico: far sentire ognuno parte integrante di una comunità, come accade nello spogliatoio quando l’allenatore consegna la maglia da gioco. Non a caso, per i dipendenti, Verdoliva non era "il Direttore Generale", ma semplicemente "Ciro", il capitano della squadra.
Ora la sfida si sposta a Salerno. Il compito affidatogli non è semplice: da un lato rilanciare l’immagine e la qualità dell’assistenza del "Ruggi", dall’altro portare a compimento il progetto del nuovo policlinico, esperienza che conosce bene dopo aver vissuto in prima persona la costruzione dell’Ospedale del Mare. Tra le sue priorità emerge l’attenzione alla tecnologia, sia in ambito clinico che nei servizi di supporto. Anche la scelta di indagare subito sul funzionamento degli ascensori - dettaglio che potrebbe sembrare marginale - va letta in questa chiave: migliorare non solo le prestazioni mediche, ma anche la fruibilità quotidiana della struttura per pazienti e operatori. Le sfide non mancano: il "Ruggi" è una realtà complessa, articolata in più stabilimenti - da Cava de’ Tirreni a Mercato San Severino, da Castiglione di Ravello al "Da Procida" - ognuno con le proprie criticità e peculiarità.
A ciò si aggiunge il rapporto con il mondo accademico, dove coniugare ricerca e assistenza non è mai semplice, soprattutto in un contesto dove convivono medici universitari e ospedalieri. Verdoliva, oggi, è ancora in quella che nel gergo calcistico potremmo definire "fase di precampionato". Le prime decisioni somigliano a partite amichevoli, utili a testare la squadra e a far emergere punti di forza e debolezze. Ma quando inizierà il campionato vero, sarà lui a guidare il "Ruggi" come un capitano deciso a portare la sua squadra verso una nuova stagione di credibilità, efficienza e fiducia da parte dei cittadini.
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