

Mercoledì 20 agosto, alle 9.30 del mattino, si è spento Giuseppe Catapano 78 anni per tutti "Pinuccett". La sua vita non è mai stata semplice: la sfortuna lo ha accompagnato sin dalla nascita, quando il 29 marzo 1947 venne al mondo già segnato da una forte febbre che rischiava di portarlo via per una meningite. Ma quel bambino fragile dimostrò subito di avere la tempra di un leone, sopravvivendo contro ogni previsione. Gli anni successivi non furono meno difficili. Giuseppe ha dovuto convivere con una patologia psichiatrica importante, che ha inciso profondamente sui rapporti familiari e personali. Nonostante ciò, aveva un cuore grande e una generosità che lo rendevano benvoluto da tutti a Nocera Superiore: chi gli offriva una moneta, chi un caffè o una sigaretta, trovava sempre in lui un sorriso sincero. Per questo era conosciuto e rispettato da tutti, tanto da meritarsi anche il soprannome di "Berlusconi".
Il dolore più devastante arrivò con i lutti che segnarono la sua vita: la perdita della moglie Maria, compagna di una vita, quella dell’amato fratello Pasquale - con cui aveva un legame indissolubile - e della cognata Lina. Tre ferite profonde che scossero irrimediabilmente il suo equilibrio emotivo. Da quel momento iniziò il suo calvario, aggravato dall’insorgere della demenza senile e del morbo di Parkinson. Cadute ripetute, la progressiva perdita dell’autonomia, la sedia a rotelle, fino a non riuscire più nè a uscire nè a nutrirsi. Negli ultimi mesi, i familiari hanno riconosciuto in lui i segni di un tumore alla gola, lo stesso che portò via suo padre: il dimagrimento improvviso, la perdita della parola, la comunicazione ridotta ai soli gesti. Il 20 agosto, alle 9.30 del mattino, il suo cuore ha smesso di battere, lasciando nel dolore i figli Franco, Elvira e Massimiliano. Proprio Massimiliano, autore e giornalista, ha voluto lanciare un messaggio toccante: "Chi ha ancora i genitori in vita, vada a trovarli spesso, anche se gli impegni lavorativi sembrano insormontabili. Tutto deve passare in secondo piano. Io oggi mi pento amaramente di non averlo fatto di più".
Nelle parole del manifesto funebre, voluto dai figli, è racchiuso lo spirito di Pinuccett: "A tutti voi che mi avete conosciuto, che mi avete voluto bene o anche solo sopportato con pazienza e gentilezza, dal cielo mando un sorriso e un sincero grazie. Pinuccett vi saluta". Massimiliano lo ricorda come un padre complesso, segnato dalla malattia ma indistruttibile nello spirito. Non a caso, ha deciso di dedicargli una canzone dal titolo emblematico: "Indistruttibile", disponibile su YouTube un brano che racconta il coraggio e la sofferenza di un uomo che ha affrontato la vita sempre in salita. "Per me era così - racconta il figlio - indistruttibile, nonostante tutto. Ora sento un vuoto che mi logora, mi manca il mio Pinuccett. Una parte di me è morta con lui. I parenti ci chiamavano i gemelli e oggi capisco quanto fosse vero". Un pensiero va anche al nipote Giuseppe, che porta il nome del nonno e che, per via di errori del passato, non ha potuto conoscerlo come avrebbe meritato: "Papà, dal cielo proteggi lui, che porta il tuo nome, e continua a custodire noi".
Massimiliano, con sincerità, ha ricordato anche il suo percorso personale: "Non sono stato un figlio modello, ma so che sei orgoglioso di me per la persona che sono diventato. Ho sconfitto i miei demoni, la droga e l’alcol, che erano il mio rifugio nei momenti di buio. Grazie alla scrittura, ho trovato la mia strada: sono diventato giornalista, autore e paroliere di canzoni. Ogni cosa che farò sarà per voi". Oggi Giuseppe Catapano, "Pinuccett", non c’è più fisicamente, ma resta vivo nei cuori di chi lo ha conosciuto. A Nocera Superiore lo ricorderanno come un uomo semplice, fragile e al tempo stesso forte, capace di farsi voler bene da tutti. Ai suoi figli lascia un’eredità di affetto, resilienza e memoria. Il suo saluto, stampato su quel manifesto, continua a risuonare tra le strade della città: "Pinuccett vi saluta".
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