

di Massimiliano Catapano
Una serata di paura ha sconvolto la comunità di Nocera Superiore nel giorno di Ferragosto. Quattro uomini incappucciati e armati di spranghe hanno fatto irruzione nella parrocchia di San Michele Arcangelo, in località Croce Malloni, mentre erano in corso i preparativi per le celebrazioni religiose. I rapinatori, con il volto coperto, hanno minacciato il parroco, don Giuseppe Perano, alcuni fedeli e diversi giovani presenti. Costretto sotto la pressione dei malviventi, il sacerdote ha dovuto aprire gli uffici parrocchiali, dove la banda ha razziato denaro, effetti personali e persino la cassaforte, prima di dileguarsi in tutta fretta. Il blitz è durato pochi minuti, ma si è rivelato un’azione studiata nei dettagli: i rapinatori sembravano sapere esattamente dove dirigersi. Secondo le prime ricostruzioni, uno dei giovani presenti avrebbe tentato di opporsi al colpo, venendo però minacciato e strattonato. A rendere ancora più inquietante l’episodio, la convinzione degli inquirenti che la banda fosse supportata da un complice rimasto all’esterno con un’auto pronta per la fuga.
Sul posto sono intervenuti immediatamente i carabinieri della stazione locale e del reparto territoriale, guidati dal colonnello Gianfranco Albanese. Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere di sorveglianza interne ed esterne, ma le indagini si preannunciano complesse proprio perché i malviventi hanno agito con il volto coperto. L’episodio ha profondamente colpito la comunità parrocchiale, già riunita in occasione delle celebrazioni per l’Assunta. Don Giuseppe, insieme agli educatori della parrocchia, ha ringraziato i fedeli per la vicinanza e ha affidato loro parole di conforto: "La vera ricchezza della nostra comunità non sono gli oggetti, ma le persone che la compongono". Anche l’amministrazione comunale ha voluto esprimere solidarietà. L’assessore alle politiche sociali, Raffaella Ferrentino, ha manifestato la vicinanza dell’ente locale alla parrocchia e ai cittadini. Intanto, la caccia ai rapinatori continua senza sosta. Gli inquirenti ipotizzano che la banda possa provenire dall’Agro nocerino-sarnese, ma non escludono altre piste. L’intera comunità resta scossa da un gesto tanto violento quanto simbolicamente grave, consumato proprio nel giorno in cui la chiesa si preparava a celebrare una delle feste più sentite dell’anno.
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