

di Massimiliano Catapano
Tempi difficili per i cosiddetti "furbetti della corsia". Con questa espressione sono stati etichettati i quasi 400 infermieri e operatori socio-sanitari dell’Asl di Salerno che, anziché assistere medici e pazienti nei reparti, risultano da tempo impegnati dietro scrivanie e in attività d’ufficio. Il numero è impressionante: parliamo di 370 unità, personale assunto per garantire assistenza sanitaria ma di fatto sottratto alle corsie, con conseguenze evidenti sull’organizzazione e sul servizio reso ai cittadini. La vicenda, emersa già a inizio agosto grazie a un’inchiesta giornalistica, ha spinto la Procura di Salerno ad aprire un fascicolo. Non si tratta di una novità assoluta: la pratica di "spostare" infermieri e Oss in uffici amministrativi è un fenomeno noto da anni, tollerato e mai davvero affrontato. Ma ora la resa dei conti sembra più vicina.
A confermarlo è stata la stessa Asl di Salerno, che l’8 agosto ha inviato una comunicazione ufficiale a tutti i cosiddetti centri di costo - vale a dire ospedali, presidi sanitari e distretti territoriali - chiedendo di fornire con urgenza un quadro preciso delle mansioni effettivamente svolte dal personale. La nota, firmata dai responsabili delle Risorse umane Giovanni Angione e Maria Vincenzina Zito, riporta testualmente la richiesta arrivata dalla magistratura: per ciascun nominativo va indicato se e come l’infermiere o l’Oss impiegato svolga realmente compiti tipici della propria qualifica. L’elenco dei lavoratori sotto verifica è corposo, ma resta riservato. I nomi, infatti, non sono stati diffusi: ciò che conta, in questa fase, è accertare se davvero c’è chi percepisce uno stipendio - talvolta con tanto di indennità di corsia - pur non prestando servizio nei reparti, con un danno non solo per l’azienda ma per l’intera collettività.
Il documento dell’Asl è perentorio: "Laddove il personale venga adibito in via prioritaria o esclusiva ad attività d’ufficio, si chiede sin da ora di trasferirlo immediatamente in unità operative dove possa svolgere le mansioni proprie del ruolo sanitario". Tradotto: basta con le scorciatoie, chi è stato assunto per stare accanto ai pazienti torni subito in corsia. Un ultimatum che lascia intendere quanto la questione stia creando allarme ai vertici della sanità salernitana. Non meno significative le righe finali della circolare, che mettono in guardia i dirigenti locali: "Eventuali comportamenti difformi o dilatori saranno oggetto di precisa relazione alla Direzione Strategica Aziendale per la valutazione delle responsabilità". Segno che il rischio è concreto non solo per i singoli "imboscati", ma anche per chi, in questi anni, ha consentito o tollerato questa anomalia.
La questione, del resto, non è solo penale ma anche contabile: oltre alla Procura ordinaria si muove anche la Corte dei Conti, interessata a verificare eventuali danni erariali. Intanto, sul fronte sindacale, arriva la voce della Uil. Vito Sparano, dirigente provinciale del sindacato, ha ricordato come il problema sia stato più volte denunciato: "Come UILFPL abbiamo segnalato più volte queste anomalie e continueremo a vigilare, anche sul tema dei coordinatori facenti funzioni che attendono da anni l’espletamento dei concorsi". Una vicenda che mette a nudo non solo responsabilità individuali ma anche una gestione discutibile del personale, che priva i reparti di risorse preziose e costringe i cittadini a pagare due volte: con servizi sanitari meno efficienti e con costi più alti. Ora la parola passa alla magistratura.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.