

Sabato 16 agosto 2025, alle ore 21.15, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della quarantesima edizione del Teatro dei Barbuti, Passione Teatro presenta "Tre sfumature di giallo" con Salvatore Gisonna, Peppe Laurato, Lucia Giso e la partecipazione straordinaria di Peppe Isaia. Regia di Angelo Belgiovine (Ingresso 15 euro). "Tre sfumature di giallo", tre personaggi e un solo colpevole. Salvatore Gisonna e Peppe Laurato, colleghi, ma soprattutto amici da sempre, dopo la positiva esperienza teatrale con la commedia Genitorial, che li vede anche quest’anno in tour, hanno deciso di affrontare un nuovo progetto, una nuova sfida, e sono sia gli autori che i protagonisti di questo giallo comico. Al loro fianco Lucia Giso e Peppe Isaia. A firmare la regia e dare un tocco di classe un comico di razza, autore Mediaset per oltre 20 anni, Angelo Belgiovine. Un’igienista dentale, un capitano della Guardia di Finanza e un Agente scelto di Polizia si ritrovano nella stessa casa, e si lasceranno guidare dal pubblico in un’esilarante indagine con un unico obiettivo: scoprire chi ha assassinato il famoso chirurgo estetico Giampaolo Esposito. Una girandola di colpi di scena e situazione comiche che cambieranno di sera in sera in base alle scelte del pubblico, che sarà parte attiva dello spettacolo. Una commedia con un ritmo incalzante e un linguaggio moderno, dove tutti dubitano di tutti e tutti nascondono qualcosa. Il finale non sarà per nulla scontato, anzi potrebbe cambiare di volta in volta…perchè? Saranno gli spettatori a scoprirlo, tra una risata e l’altra.
NELLE PUNTATE PRECEDENTI
Giovedì 14 agosto 2025, alle ore 21.15, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della quarantesima edizione del Teatro dei Barbuti, Foglie di Teatro ha presentato "Doppio binario" di Carlo Vigorito, per la regia di Andrea Carraro. Con: Adriana Fiorillo, Amelia Imparato, Mariarosaria Milito, Alessandro Musto. Luci e audio: Virna Prescenzo (Ingresso 10 euro). Colpi di scena! Non bisogna aver fretta nel farsi coinvolgere dai fatti. Il gioco del teatro è spesso illusorio e ingannevole.
Sabato 9 agosto 2025, alle ore 21.15, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della quarantesima edizione del Teatro dei Barbuti, Officina Teatrale, in collaborazione con il Fondo Andrea Camilleri, in occasione del centenario della nascita (1925-2025), ha presentato: Massimo Venturiello in "La creatura del desiderio" di Andrea Camilleri, adattamento e regia di Massimo Venturiello. Con: Quartetto Klezmer, Direzione Musicale Pasquale Laino; Impianto Scenico Alessandro Chiti; Elementi Scenici, Camilla Polidori; Disegno Luci Marco Laudando. Siamo nel 1912. Un anno dopo la morte di Gustav Mahler, la sua giovane vedova, Alma, celebre per essere "la più bella ragazza di Vienna" e appena trentenne, incontra il pittore Oskar Kokoschka. Tra i due nasce una storia d’amore dirompente, fatta di erotismo, creatività e drammatica intensità. Lettere appassionate, viaggi, fughe, e una gelosia divorante scandiscono due anni di relazione febbrile Ma l’animo irrequieto di Alma pone fine a questa travolgente passione. Kokoschka, devastato dall’abbandono, parte per la guerra con il cuore in pezzi. Al suo ritorno, traumatizzato dal conflitto e incapace di superare il dolore della perdita, arriva a commissionare una bambola con le sembianze di Alma, un surrogato inquietante della donna amata. Questa è la sua storia. Un viaggio nelle pieghe più oscure dell’animo umano, dove il desiderio si trasforma in ossessione e l’amore in possessione. In un tempo in cui le relazioni si riflettono sempre più spesso nella superficialità del virtuale, il testo esplora dinamiche antiche eppure, attualissime: il bisogno d’amore che si confonde con il dominio, il confine sottile tra passione e ossessione, e il tragico destino di chi non riesce ad accettare il rifiuto.
Venerdì 8 agosto 2025, alle ore 21.15, in largo Santa Maria dei Barbuti, nel centro storico di Salerno, nell’ambito della quarantesima edizione del Teatro dei Barbuti, Salerno Animo del Mediterraneo ha presentato il concerto dei Trio di Salerno - 20 anni di musica insieme. Sandro Deidda, sax tenore e soprano; Guglielmo Guglielmi, pianoforte e Aldo Vigorito, contrabbasso. Il progetto, che allinea tre veterani della New Orleans italiana, la città di Salerno, è un inusuale trio acustico formato da sax, pianoforte e contrabbasso e presenta un repertorio di temi originali, composti dai tre musicisti, con l’aggiunta di personali versioni di brani di varia provenienza, riarrangiati per la formazione; si passa da classici del jazz come "Joy Spring" di Clifford Brown, ai temi di musica da film, "Metti una sera a cena" e "Deborah’s Theme" di Ennio Morricone, oppure la reinterpretazione di classici della musica napoletana come "Passione", di Valente e Tagliaferri. Particolarmente curato è l’interplay tra i musicisti, che si alternano nell’esecuzione dei temi e delle parti di accompagnamento; i tre componenti presentano le proprie composizioni con un sound misurato ed elegante, realizzando una riuscita sintesi tra stili e generi diversi. Dopo il debutto agli Incontri Internazionali della Musica di Salerno nell’ottobre del 2005, il Trio si esibisce spesso all’Alexanderplatz, lo storico jazz club romano, prendendo parte a varie edizioni del Festival Jazz & Image di Villa Celimontana. Nell’estate del 2007 il Trio di Salerno è invitato in Finlandia, dall’Istituto Nazionale di Cultura Italiana, a partecipare al Festival Internazionale del Jazz di Pori, come unico gruppo italiano di quella edizione. Il primo disco, pubblicato nel 2008 dalla storica etichetta romana Via Veneto Jazz e distribuito dalla Emi, ha per titolo Cantabile; questo lavoro racchiude il manifesto programmatico del gruppo, che intende privilegiare la liricità della musica strumentale improvvisata, nonché l’auspicabile semplicità del suo significato, senza trascurarne la profondità, attraverso un’incessante ricerca armonica e soprattutto la cura delle dinamiche e delle sonorità.
Si tratta di un cd dedicato alla melodia, con dieci tracce godibilissime, nove brani originali e un arrangiamento di "Coimbra", canzone tradizionale portoghese di Galhardo e Ferrao, portato al successo da Amalia Rodriguez nel 1952. Dopo due anni, nel 2010 esce Luna Nuova, il secondo cd del Trio di Salerno, prodotto dalla Itinera e distribuito dalla Egea, con dieci tracce, tra brani standards e originali; in due di esse diventa rilevante il contributo del Solis String Quartet, che conferisce al progetto un sapore mediterraneo, alternando vivacità e travolgente senso ritmico a colori quasi 'cameristici'. Grazie a questo disco, spesso insieme al Solis String Quartet, il Trio intraprende un’intensa attività concertistica, partecipando alle principali rassegne jazz italiane, tra cui Montalcino Jazz Festival, Pomigliano Jazz, Napoli, Villa Celimontana, Benevento, Casa del Jazz e Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Alle variegate attività del gruppo si aggiunge la collaborazione con il cantautore Amedeo Minghi, con cui il Trio realizza il concerto "Minghi,…una sera in jazz", presentato più volte a Roma, oltre che a Milano, Ischia e Salerno. Nel 2016 è pubblicato, ancora dall’Itinera di Pomigliano d’Arco, il terzo cd del Trio, intitolato semplicemente "3"; si tratta di un importante traguardo artistico per i tre musicisti che insieme hanno superato i dieci anni di attività. Anche in questo lavoro trovano posto le composizioni originali di Guglielmi, Vigorito e Deidda, "Isaki", "Life Step", "Francesca’s Song", "3", "Song for Elvira", "’Na jurnata ‘e sole", oltre ad alcune perle musicali come "Rain" di Riuichi Sakamoto, tratto dalla colonna sonora del film di Bertolucci L’ultimo imperatore, "Carinhoso" di Pixinguina, autore popolare brasiliano d’inizio Novecento e "Amore che vieni, amore che vai" dell’indimenticato Fabrizio De Andrè. La cifra stilistica sembra rafforzata, il suono del gruppo è sempre più personale e coerente, proteso com’è verso una ricerca lirica che trae origine dalla tradizione musicale italiana ed europea, restando comunque debitrice al patrimonio estetico del jazz afroamericano.
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