

Si preannuncia una stagione di riscatto in casa Mondovì, ripartita dalla B1 dopo l'amara annata vissuta in A2. Il restyling della compagine piemontese poggia su una serie di nuovi innesti carichi di motivazioni e determinati ad un campionato di vertice. Tra questi spicca la triestina Elisa Bole, reduce dall'esperienza di Offanengo. "L'ultimo torneo tutto sommato è andato proprio come ci aspettavamo, ovvio non nego che la sfumata possibilità all'ultima giornata di passare nella pool Promozione è stata un po' pesante da mandare giù specialmente perchè era tutto questione di pochi punti, però l'obiettivo era quello di riuscire a salvare la categoria e possiamo dire di esserci riuscite. Devo dire che ogni anno mi lascia qualcosa di nuovo sia dal punto di vista pallavolistico che umano. Quest'anno mi è servito per migliorare ancora di più dal punto di vista tecnico, e soprattutto mi è servito per maturare ancora dal punto di vista umano. Per le giovani che debuttano in prima squadra il consiglio che darei io è godersi il momento senza troppe paure e paranoie, all'inizio si sentiranno il cuore a mille e tremeranno le mani avendo un po' di paura e ansia il che è tutto normale se si sta per affrontare un qualcosa che piace davvero, passato questo momento, veramente bisogna buttarsi senza pensieri perchè è solo così che ci si gode al massimo l'esperienza".
Agli impegni di campo, da sempre la classe 2003 (foto Pettinati) abbina quelli sui libri: "E' molto difficile. È da quando ho iniziato l'attività agonistica che divido la mia vita tra Pallavolo e studio. Semplicemente io penso che fare sport mi abbia aiutato nel riuscire ad avere una vita organizzata. Quindi riuscivo ad incastrare i momenti di studio in qualsiasi momento libero. Tra il pomeriggio prima dell'allenamento, alla mattina presto o durante le ore delle trasferte, insomma ogni momento è buono per approfittare e studiare. Non nego che mi sono trovata a studiare fino alle 3 di notte ma sono i sacrifici che si è disposti a fare se si fa qualcosa che ci piace".
Ed è proprio in ambito scolastico che è scoccata la scintilla: "La mia passione per la Pallavolo è nata completamente per caso ero alle elementari e la mia scuola partecipava ad un progetto dove ogni allenatore di sport differenti per un mese veniva ad allenarci durante le ore di educazione fisica ed è stato proprio lì che ho incontrato la Pallavolo per la prima volta. E come si dice è stato amore a prima vista. Quello che mi ha spinto ad iniziare questo percorso e soprattutto a continuarlo è stato sin da subito, sembrerà strano, l'obiettivo che mi ero messa in testa, arrivare in Serie A e fare di questo sport la mia vita. Ho iniziato sin da piccola con le idee ben chiare e con un obiettivo preciso, che mi ha anche aiutato nei momenti in cui ho dovuto scegliere di andare via di casa per seguire questo sogno. Per quanto riguarda il mio ruolo è stata un puro caso quello di diventare una schiacciatrice perchè da piccolina avevo iniziato come centrale in quanto nella mia società mancava questo ruolo. E poi è stato grazie ad un collegiale con la Nazionale dove hanno fatto notare a me ed al mio allenatore che il mio ruolo doveva essere lo schiacciatore, ed è così che dopo un paio di anni questo è diventato il mio habitat. E mi piace da morire, penso sia uno dei ruoli più completi, ma allo stesso tempo per me è il più bello. Adoro attaccare e soprattutto adoro farlo se sono riuscita a difendere o a ricevere una palla. Mi dà veramente molta soddisfazione".
Giovanissima ma con alle spalle già avventure significative a dir poco: "Di ricordi ne ho tanti, prima di tutto quando ho scelto di andare via di casa. E' stata una scelta immediata ma comunque un po' sofferta, anche perchè ero piccola, ma è stata la cosa migliore che potessi fare visto che mi ha portata dove sono ora. Il secondo penso sia il più bello in assoluto ovvero tutto il mio terzo anno a Monza al Vero Volley, quell'anno mi ha insegnato veramente tanto, era il mio di quinto Liceo, vivevo da sola letteralmente per la prima volta e in più mi allenavo con la Serie A e con la mia squadra giovanile. Quindi diciamo che vivevo più in palestra che a casa, ma quell'anno mi ha insegnato come organizzarmi al meglio per poter fare tutto. E quello stesso anno la cosa che non scorderò mai è stato l'esordio in A1 e in Champions. Ancora non ci credo e ricordo ancora tutte le emozioni che ho provato. Penso che rifarei tutto senza lasciare niente indietro, tutte le esperienze che ho fatto mi sono servite e sono diventate parte di me. Così come le persone incontrate, compagne e avversarie: chi più, chi meno mi ha lasciato il segno nel mio percorso sportivo".
Ultimi giorni di vacanza poi si riparte a razzo: "Come sogno e obiettivo individuale c'è quello di continuare a giocare il più possibile e di riuscire a realizzare tutto quello che ho in mente che non aggiungo per scaramanzia. Collettivi quest'anno è fare il meglio possibile come squadra e riscattarsi dopo un'annata non molto positiva poi per il resto incrociamo le dita come nel caso precedente. - sorride - A parte gli scherzi penso proprio che come squadra potremmo toglierci delle belle soddisfazioni". Appassionata, ambiziosa, laboriosa, sul pezzo: Elisa Bole lancia la sua sfida con tutta l'intenzione di uscirne vincitrice.
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