

di Massimiliano Catapano
Eboli, ieri, si è fermata. Ma non per un problema o per una protesta: si è fermata per amore. L’amore per una maglia, per dei colori, per una squadra che da cento anni fa parte della vita di questa città. Il 6 agosto 2025 non è stata una semplice data sul calendario: è stato un giorno che ha unito tutti. Bambini, anziani, famiglie, tifosi della prima ora e semplici cittadini: in tantissimi si sono ritrovati allo stadio "Dirceu", diventato per l’occasione il cuore pulsante di una festa che ha toccato l’anima di tutti. Biancazzurro ovunque, cori, sorrisi, lacrime. Un mix di emozioni che non si vede tutti i giorni. La città si era preparata da giorni. Striscioni, festoni, bandiere in ogni angolo, dai rioni al centro. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni, e in effetti lo era. Perchè non capita spesso di celebrare cento anni di una squadra di calcio, e soprattutto non capita spesso di vedere una città intera così coinvolta.
L’Ebolitana non è solo una squadra. È un pezzo di storia. È la memoria di chi ha visto giocare "Dirceu", è il ricordo della promozione in C2, è la delusione delle annate difficili e la speranza di chi oggi sogna un ritorno in Serie D. È un simbolo di appartenenza, di passione, di orgoglio. Ieri, allo stadio, c’era tutto questo. C’erano i ragazzi del settore giovanile, c’erano ex giocatori di ogni categoria, c’erano le associazioni cittadine, le famiglie con i bambini, i tifosi storici con gli occhi lucidi. C’era gente che l’Ebolitana ce l’ha nel cuore da una vita. E c’era chi la sta appena scoprendo. Tutti uniti, senza distinzioni. La festa è stata vera. Sincera. Senza troppi fronzoli, come piace a noi. Con le foto appese ai cancelli, con le maglie storiche, con gli abbracci tra chi magari allo stadio non si vedeva da anni. Con la voglia di dire "noi ci siamo, e ci saremo sempre", raccontano i tifosi nonostante qualcuno abbia storto il naso per la mancata presenza del sindaco Conte.
Adesso la palla passa alla squadra. La società ha costruito un gruppo ambizioso, con l’obiettivo chiaro di riportare l’Ebolitana dove merita. E forse questo centenario non è solo un punto d’arrivo, ma un nuovo inizio. Il regalo di mercato nel giorno dei 100 anni si chiama Nicola Delle Donne. Il bomber, classe 1989, rappresenta un vero e proprio valore aggiunto per la squadra, fortemente voluto dal presidente Francesco D’Addino e dal ds Ramon Taglianetti, presente ieri con i collaboratori Cono Di Candia e Gerardo De Vita. La sua lunga carriera è costellata di esperienze in vari club, tra cui Giffoni Sei Casali, Castel San Giorgio, Sant’Antonio Abate, Alfaterna, Calpazio, Angri, Battipagliese, Solofra, Valdiano, Giffonese, Lioni, Real Tolve, Montecorvino, Spoleto, Fortis Spoleto e Salernum Baronissi. Con quasi duecento reti realizzate tra Eccellenza e Promozione, Delle Donne ha dimostrato di essere un giocatore prolifico ed affidabile. L’attaccante è già agli ordini del nuovo mister Egidio Pirozzi, che sta preparando la squadra per affrontare al meglio il campionato. Intanto, Eboli si gode questa giornata. Se la tiene stretta. Perchè cent’anni non si festeggiano tutti i giorni. Ma soprattutto, perchè ieri è stato chiaro a tutti che questa maglia, qui, conta ancora tantissimo.
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