

di Massimiliano Catapano
Ha visto la morte in faccia, ma oggi sorride alla vita con occhi nuovi. Davide Mansi, 29 anni, calciatore del Nola e originario di Atrani, in Costiera Amalfitana, è fuori pericolo dopo un malore improvviso che lo ha costretto a un delicato intervento neurochirurgico d’urgenza all’ospedale "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona" di Salerno. Tutto ha avuto inizio lo scorso 27 luglio, quando Mansi si è recato al Pronto Soccorso di Castiglione di Ravello per una cefalea intensa e persistente che lo tormentava da circa una settimana. Il quadro clinico è precipitato nel giro di poche ore: perdita dell’equilibrio, difficoltà a camminare, sintomi che non lasciavano presagire nulla di buono. Da lì, il trasferimento urgente al "Ruggi", dove un'équipe guidata dal dottor Daniele Romano ha prontamente individuato la causa del malessere: un aneurisma dissecante dell’arteria vertebrale destra. È stato necessario un intervento endovascolare complesso, con il posizionamento di uno stent intracranico. Un’operazione delicatissima, eseguita con grande professionalità e sangue freddo da parte dello staff sanitario salernitano. E alla fine, tutto è andato per il meglio.
Ad accompagnare il calciatore in questo percorso difficile ma a lieto fine c’è stato un intero reparto, composto da medici, infermieri e operatori che si sono presi cura di lui giorno e notte. Nella foto scattata in reparto, Davide posa sorridente con l’équipe che gli ha salvato la vita: da destra, lui stesso, il dottor Daniele Romano, la caposala di neurochirurgia Loredana Gallo e il dottor Giampiero Locatelli. Oggi Mansi è in fase di ripresa e, dopo il grande spavento, ha voluto affidare ai social un messaggio di gratitudine e consapevolezza. Parole semplici, ma cariche di emozione, che raccontano il peso di una paura vissuta sulla pelle e la gioia di poterla raccontare. "Grazie di cuore a tutti quelli che hanno avuto un pensiero per me. Le vostre parole, i gesti e la vostra presenza sono stati un abbraccio prezioso in questo periodo buio. Grazie all'équipe medica del dottor Romano, anzi no… del mio angelo dottor Romano. Se sono ancora qui, è grazie a lui".
Ha ringraziato anche i sanitari del Pronto Soccorso di Castiglione per la tempestività dell’intervento, e il personale infermieristico del Ruggi per l’assistenza ricevuta durante il ricovero. Poi una riflessione che arriva dal profondo, un invito a vivere con maggiore intensità: "Spesso ci perdiamo nella frenesia della vita quotidiana, ma ci sono momenti che ci riportano alla realtà e ci fanno capire che la cosa più importante è vivere appieno ogni istante. La vita è breve, imprevedibile, e per questo va vissuta con il cuore aperto, cogliendo ogni attimo di felicità. Ancora grazie!".
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