

di Massimiliano Catapano
L’ennesimo incidente, verificatosi nelle scorse ore in via Santa Maria, riaccende i riflettori su una situazione ormai fuori controllo nell’area PIP comunale. Un autoarticolato carico di bins - i grandi contenitori usati per il trasporto dei pomodori - si è ribaltato lungo la strada, fortunatamente senza coinvolgere altri veicoli o passanti. Ma l’episodio è solo l’ultimo campanello d’allarme di un problema che ogni estate diventa più critico, soprattutto nel cuore dell’Agro Nocerino Sarnese. In questo periodo dell’anno, complice l’intensificazione della filiera agricola e del trasporto delle derrate, il traffico pesante aumenta vertiginosamente. Rimorchi carichi vengono lasciati in sosta ai margini della carreggiata, spesso in modo discutibile, rendendo ancora più difficoltosa la viabilità. Si creano veri e propri imbottigliamenti, con pericoli concreti per la sicurezza stradale. Le strade, pensate per un traffico leggero, si ritrovano intasate da mezzi di grandi dimensioni, spesso manovrati da autisti non adeguatamente formati per gestire carichi tanto imponenti in contesti urbani.
Nonostante le numerose sanzioni elevate dalla Polizia Locale, la situazione rimane sostanzialmente invariata. Il Comune, fino ad oggi, non ha adottato provvedimenti risolutivi, lasciando cittadini e automobilisti in balia di un sistema inefficiente, dove la congestione, l’improvvisazione e l’assenza di regole mettono ogni giorno a rischio l’incolumità pubblica. La preoccupazione cresce, e non solo ad Angri: casi simili si registrano in diverse zone dell’Agro e della Campania, dove l’assenza di piani viari strutturati e di controlli preventivi espone intere comunità a un pericolo latente. Il problema non è solo logistico, ma anche formativo: molti autisti, per mancanza di esperienza o di abilitazioni specifiche, si ritrovano a guidare veicoli pesantissimi con carichi instabili, in strade inadatte o non sufficientemente segnalate. Un mix pericoloso, che rischia di trasformarsi in tragedia.
È ormai evidente che non si può più aspettare. Servono interventi immediati e concreti: un piano straordinario di sicurezza, una revisione della viabilità dell’area industriale, la creazione di zone di carico e scarico sicure, e soprattutto l’obbligo di percorsi formativi adeguati per chi è alla guida di mezzi articolati. La sicurezza dei cittadini e la tutela del territorio devono tornare al centro dell’agenda politica locale. Il rischio che si verifichi un evento irreparabile è reale. E se finora si è avuto la "fortuna" di evitare conseguenze gravi per le persone, non si può continuare a contare sul caso. La viabilità dell’area PIP non può più essere ignorata: è un’urgenza che riguarda tutti.
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