

di Massimiliano Catapano
È un grido d’allarme quello lanciato sui social da Lello Esposito, cittadino attivo e presidente del comitato di quartiere di Mariconda. Il rione della zona orientale di Salerno è da settimane alle prese con un’invasione sempre più preoccupante di zanzare, api e insetti di vario tipo, che rendono la quotidianità dei residenti difficilissima, soprattutto nelle ore serali. Attraverso una nota diffusa pubblicamente, Esposito ha voluto fare chiarezza su un punto spesso frainteso: "Ci sono differenze tra disinfestazione, deblattizzazione e derattizzazione. Noi stiamo chiedendo da tempo una disinfestazione totale, cioè un intervento contro zanzare e insetti alati, ma non siamo stati ascoltati".
Il comitato di quartiere ha infatti sollecitato ripetutamente l’ASL di Salerno, ente responsabile per questo tipo di operazioni, affinchè venga programmata e realizzata un’azione massiccia e risolutiva. Al momento, tuttavia, le segnalazioni sembrano cadute nel vuoto. "Non si tratta di un disagio passeggero - precisa Esposito - ma di una condizione continua e ormai insostenibile. Gli abitanti di Mariconda vivono da settimane con finestre chiuse e notti insonni. Le zanzare sono ovunque, anche in pieno giorno. Abbiamo il diritto di vivere in un ambiente salubre e sicuro". Una situazione che diventa ancor più preoccupante considerando anche il rischio sanitario legato alla possibile diffusione di virus trasmessi da insetti, come il West Nile, ormai presente in diverse regioni italiane.
Pur chiarendo che la responsabilità diretta dell’intervento spetta all’ASL, il comitato non si sottrae dal chiamare in causa anche il Comune di Salerno: "Sappiamo bene che la disinfestazione è di competenza dell’Azienda Sanitaria, ma chiediamo al Comune di esercitare pressioni forti e costanti per far sì che la questione venga presa sul serio. Mariconda è un quartiere come tutti gli altri, non può essere abbandonato". Un richiamo che arriva da chi conosce a fondo il territorio e ne vive quotidianamente i disagi. I residenti, ormai esasperati, auspicano un’azione tempestiva e risolutiva. "Non bastano mezzi e proclami - conclude Esposito - servono fatti concreti. Pretendiamo un intervento serio, massiccio e totale. Non chiediamo privilegi, chiediamo solo che vengano tutelati i nostri diritti fondamentali". Nel frattempo, il quartiere continua a combattere da solo una battaglia invisibile ma costante. Con l’estate nel pieno del suo corso, le prossime settimane saranno decisive. E a Mariconda, più che mai, c’è bisogno di risposte.
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