

di Massimiliano Catapano
Il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale "Umberto I" di Nocera Inferiore è sull’orlo del collasso. In quindici, tra le ventiquattro ostetriche in servizio, hanno presentato una richiesta di mobilità volontaria. Un segnale chiaro, durissimo, che riflette una situazione ormai esplosiva e che rischia di far implodere uno dei reparti più cruciali dell’intero presidio sanitario dell’Agro nocerino-sarnese. Una fuga annunciata, maturata nel silenzio e nell’indifferenza generale, che ora presenta un conto salatissimo. Se le richieste di trasferimento dovessero trasformarsi in abbandoni effettivi, il servizio potrebbe trovarsi nell’impossibilità concreta di garantire assistenza ai pazienti. Un colpo durissimo per l’"Umberto I", punto di riferimento per le partorienti dell’intera provincia di Salerno, comprese quelle con gravidanze ad alto rischio.
Tra turni massacranti e silenzi istituzionali
Dietro la scelta drastica delle professioniste, secondo quanto trapela da fonti interne, ci sarebbe un mix esplosivo di fattori: turni insostenibili, personale ridotto all’osso, straordinari non riconosciuti, carichi di lavoro eccessivi e una gestione organizzativa sempre più caotica. Un clima lavorativo pesante, esasperato anche - pare - da una mancanza di dialogo costante con la direzione sanitaria, accusata da più fronti di non aver ascoltato per tempo i campanelli d’allarme lanciati dal personale. In questo contesto, il timore più concreto è l’effetto domino: se il malcontento non verrà arginato rapidamente, altre figure professionali potrebbero seguire la stessa strada. E con la nota difficoltà nel reperire ostetriche qualificate - a fronte di tempi lunghi per eventuali sostituzioni - il rischio è quello di un vero e proprio blackout assistenziale.
Sindacati sul piede di guerra, l'Asl tenta di correre ai ripari
La notizia ha immediatamente allertato le sigle sindacali, che hanno chiesto con urgenza un incontro con i vertici dell’Asl Salerno, guidata dal direttore generale Gennaro Sosto. L’obiettivo è chiaro: salvaguardare un reparto nevralgico per l’intero territorio e scongiurare un ridimensionamento che avrebbe ricadute devastanti su famiglie, gestanti e operatori sanitari. Dal canto suo, la direzione sanitaria ospedaliera mantiene per ora il silenzio ufficiale, ma non si esclude l’avvio a breve di un tavolo di confronto con le ostetriche e i rappresentanti sindacali, con l’eventuale coinvolgimento della Regione Campania.
Una crisi che fotografa il tracollo del sistema
Quella che sta andando in scena all’Umberto I è l’ennesima crepa nel già fragile edificio del sistema sanitario campano. Un settore che da anni combatte tra carenze croniche di personale, strutture sottodimensionate, risorse limitate e pressioni crescenti. E ora, con la sanità che mostra il fianco in una delle sue funzioni essenziali - la tutela della maternità - si fa sempre più evidente che il problema non è circoscritto, ma sistemico. Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali, il futuro presidente della Campania si troverà davanti a una sfida monumentale. Risanare un servizio sanitario al collasso, riconnettere il personale con le istituzioni, restituire dignità a chi ogni giorno combatte in corsia, e fiducia a una popolazione sempre più sfiduciata. Nel frattempo, a Nocera Inferiore si aspetta. Ma il conto alla rovescia è già partito.
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