

di Massimiliano Catapano
Il Centro Coordinamento Salernitana Club, guidato da Riccardo Santoro, ha deciso di fare ricorso al TAR del Lazio contro il decreto del Ministero dell’Interno che, dal 1° agosto e per quattro mesi, vieta le trasferte ai tifosi granata residenti in Campania e dispone la chiusura dei settori ospiti negli stadi dove giocherà la Salernitana. Una decisione che ha subito fatto discutere e che ora finisce davanti ai giudici amministrativi. I legali Oreste Agosto, Massimo Falci e Carlo Balbiani - che assistono il Centro Coordinamento - parlano di un provvedimento "sproporzionato, illegittimo e contrario alla legge". Secondo quanto si legge nel ricorso, il Ministero avrebbe agito senza una vera istruttoria, superando i limiti delle proprie competenze e senza coinvolgere il Comitato per la sicurezza delle manifestazioni sportive, come invece prevede la legge. Al centro della questione ci sono i disordini verificatisi lo scorso 22 giugno durante la gara di play-out contro la Sampdoria. Episodi che, stando alla documentazione presentata, avrebbero coinvolto appena cinque persone - già identificate e denunciate - su oltre 20.000 presenti allo stadio "Arechi". E proprio questo è uno dei punti più contestati dal Coordinamento: "Non è giusto colpire una tifoseria intera per i comportamenti di pochi. Non c’è stata alcuna violenza tra le due curve, né episodi gravi dentro o fuori dallo stadio".
Ma nel ricorso c’è anche spazio per un’altra questione: la regolarità dei play-out stessi. Secondo i legali, la Lega di Serie B avrebbe agito in modo arbitrario, permettendo alla Sampdoria di giocare gli spareggi salvezza al posto del Frosinone, nonostante un comunicato ufficiale del 14 maggio (il numero 208) avesse già definito la classifica, retrocedendo proprio i blucerchiati. Una gestione giudicata "confusa, contraddittoria e priva di trasparenza" che avrebbe inevitabilmente esasperato il clima tra i tifosi granata. Il Centro Coordinamento Salernitana Club rappresenta più di venti club ufficiali, alcuni dei quali attivi anche fuori dall’Italia, come a Zurigo, Verona e Modena. È una delle tifoserie più presenti e appassionate d’Italia, con una lunga storia di presenze negli stadi di Serie A e B, e con una reputazione generalmente corretta e rispettosa delle regole.
Proprio per questo, i rappresentanti dei club hanno deciso di non restare in silenzio. In vista della prima trasferta della stagione, prevista per il 31 agosto, è stata avanzata anche una richiesta urgente di sospensiva, con l’obiettivo di ottenere una risposta prima di quella data. "Negare a una tifoseria intera il diritto di seguire la propria squadra - si legge nel ricorso - è un danno enorme, che va fermato subito". La partita ora si gioca nei tribunali, ma l’impressione è che questa vicenda possa aprire un dibattito più ampio, che riguarda da vicino non solo il calcio, ma anche i diritti dei cittadini e il modo in cui vengono gestite sicurezza e ordine pubblico negli eventi sportivi.
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