

di Massimiliano Catapano
Passato ormai un mese dall'inizio ufficiale del calciomercato e a meno di tre settimane dal debutto stagionale, la Salernitana (foto Us Salernitana) si ritrova a fare i conti con una situazione di impasse che non lesina preoccupazione tra i tifosi. Dopo due retrocessioni consecutive - dalla Serie A alla B e dalla B alla C - la ferita è ancora aperta, e in molti si aspettavano che la nuova stagione cominciasse almeno con una rosa pronta, competitiva e già assemblata. Invece, il percorso è ancora under costruction. A rallentare le operazioni di rafforzamento ci sono due fattori ben noti: il salary cap, introdotto dalla Lega Pro per limitare il monte ingaggi delle squadre, e un mercato in uscita che fatica a decollare. Nonostante le rassicurazioni fornite dal nuovo amministratore delegato Umberto Pagano e dal direttore sportivo Daniele Faggiano - i quali hanno dichiarato che gli acquisti non dipenderanno necessariamente dalle cessioni - è evidente che al momento il mercato sia fortemente condizionato proprio dalle mancate uscite.
Faggiano, arrivato a Salerno dopo un’esperienza non facile nel girone C di Lega Pro con il Catania, sta cercando di muoversi con equilibrio tra le esigenze tecniche e i limiti economici imposti. La rosa attualmente a disposizione risulta non completa in più reparti. Servono almeno due portieri affidabili, due difensori centrali adatti a una difesa a tre, un centrocampista centrale di qualità e personalità, due esterni capaci di coprire tutta la fascia e un attaccante duttile, che possa alternarsi tra il ruolo di titolare e quello di riserva preziosa. Il campionato di Serie C, si sa, non fa sconti. Anzi, è spesso più spietato della B. Le squadre si stanno attrezzando con grande determinazione e la lotta per la promozione si preannuncia agguerrita come non mai. Il Benevento, costruito per vincere, sarà la squadra da battere. Il Catania ha ambizioni e storia, mentre il Trapani, pur partendo con otto punti di penalizzazione, ha una rosa di primo livello e non può essere sottovalutato. E come sempre, in Serie C, le sorprese sono dietro l’angolo: ogni anno una "piccola" si inserisce tra le grandi e cambia gli equilibri.
Alla luce di tutto questo, era lecito attendersi che, a fine luglio, la Salernitana avesse già gran parte della rosa definita. Invece, si è preferito attendere, puntando a completare l’organico solo dopo alcune cessioni. Una strategia comprensibile sotto il profilo finanziario, ma rischiosa sotto quello sportivo. Perchè in un campionato come questo, dove ogni punto conta e dove si gioca spesso in stadi caldi calcisticamente, non si può improvvisare. Anche la città di Salerno, che ha vissuto tre stagioni in Serie A con lo stadio sempre pieno, non può vuole più vivere di incertezze. Il nuovo presidente granata, Maurizio Milan, che ha affidato il ruolo di amministratore delegato a Pagano, dovrà garantire che venga costruito un progetto serio, solido, lungimirante. Perchè in Serie C non si può sbagliare. E soprattutto non si può perseverare negli errori o attaccarsi solamente a responsabilità di allenatori e direttori sportivi. C’è ancora tempo per rimediare, ma ogni giorno che passa è prezioso. E questo campionato, più che mai, non perdona.
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