

Il campionato di Serie C non è ancora iniziato e già si registrano i primi scossoni. Nel pomeriggio di oggi, la FIGC ha reso noto che il Tribunale Federale Nazionale ha inflitto tre punti di penalizzazione al Foggia, da scontare nella stagione 2025/26, a causa di violazioni amministrative rilevate dalla Co.Vi.So.C. Una decisione che riporta il calcio italiano nell’ormai abituale clima di caos e incertezza. Il club rossonero era stato deferito nelle scorse settimane e la sentenza è arrivata con puntualità disarmante, proprio a ridosso della partenza della stagione. È l’ennesimo segnale di un sistema che fatica a risollevarsi.
Il caso Turris, quello del Taranto, e ora il Foggia: la Serie C si ritrova ancora una volta a dover fare i conti con una giustizia sportiva che interviene tardi, spesso con modalità discutibili, ma sempre con lo stesso esito: la penalizzazione. Nel frattempo, Gabriele Gravina resta ben saldo alla guida della FIGC, mentre tutto attorno crolla: regole interpretate con elasticità variabile, organi che puniscono ma non prevengono, e un campionato che rischia di perdere ogni credibilità ancor prima del fischio d’inizio. Il calcio italiano sembra aver perso la bussola. E ogni penalizzazione non fa che confermare la deriva di un sistema incapace di imparare dai propri errori.
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