

di Massimiliano Catapano
La Serie D potrebbe cambiare volto. Dal campionato 2026/27 è infatti in discussione una riforma destinata a lasciare il segno: riduzione dei gironi da 9 a 8, promozione in Serie C attraverso i play-off e un nuovo modello pensato per rendere il torneo più competitivo e sostenibile. L’idea che circola negli ambienti federali è chiara: ogni girone sarebbe composto da 20 squadre, per un totale di 160 club, con l’obiettivo di ridurre il numero complessivo delle società iscritte e snellire l’organizzazione del campionato. Ma non è solo una questione di numeri: l’intento è anche quello di alzare il livello qualitativo delle squadre partecipanti, razionalizzare i costi e offrire un prodotto più interessante per pubblico e sponsor.
La novità più significativa riguarda però l’accesso alla Serie C. Al posto della promozione diretta per le vincitrici dei gironi, si sta pensando a una fase finale in stile play-off, in cui le migliori classificate si sfiderebbero in partite secche o in una Final Eight, sul modello già adottato da altri campionati come la Serie A2 di futsal. Un sistema che darebbe spazio al merito sul campo e che potrebbe trasformare il finale di stagione in un appuntamento ad alta tensione, tutto da vivere. C’è già chi esulta, convinto che questa riforma possa portare la Serie D a un livello più moderno, con maggiore visibilità mediatica e un seguito più ampio. Ma c’è anche chi storce il naso: le società più piccole o storiche temono che un sistema più competitivo possa penalizzarle, soprattutto sotto l’aspetto economico.
Le ragioni alla base di questa riforma sono però evidenti. Il campionato attuale, suddiviso in nove gironi, risulta spesso troppo dispersivo e dispendioso per molte realtà dilettantistiche. Uniformare il format a quello già visto nei tornei professionistici, rendere il campionato più avvincente e attrattivo, e alzare l’asticella della competitività sono i principali obiettivi di questa rivoluzione in cantiere. Per il momento non c’è ancora nulla di ufficiale. La Lega Nazionale Dilettanti sta valutando attentamente il progetto e, secondo quanto trapela, una decisione definitiva potrebbe arrivare entro l’autunno 2025. Sarà quindi la prossima stagione a fare da spartiacque e a tracciare la direzione per il futuro. Se davvero si arriverà a questo cambiamento, sarà una svolta storica per il calcio dilettantistico italiano. Una nuova Serie D, più compatta, più emozionante e, forse, finalmente pronta a ritagliarsi il ruolo che merita nel panorama calcistico nazionale.
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