

di Massimiliano Catapano
Nel caldo di Cascia, nel penultimo giorno del ritiro estivo della Salernitana, è arrivata anche la voce autorevole e determinata di Roberto Inglese, attaccante d’esperienza e ultimo rinforzo dell’estate granata. Classe 1991, soprannominato "Bobby English", l’anno scorso ha militato nel Catania, ma nel suo curriculum ci sono stagioni importanti con le maglie del Chievo Verona, dove ha raggiunto l’apice in Serie A, e del Parma, con cui ha maturato un lungo percorso nel massimo campionato. Inglese ha parlato con grande lucidità della scelta fatta: "Quando ti chiama Faggiano è difficile dire di no. Lo conosco da anni, è molto più di un direttore sportivo: per me è uno di famiglia. La sua presenza qui ha pesato tantissimo. Salerno è una piazza vera, e accettare questo progetto è stata una decisione naturale". Il centravanti ha poi analizzato il contesto attuale della squadra, che ha vissuto una rivoluzione profonda durante il mercato: "Siamo arrivati in tanti, è un gruppo tutto nuovo, ma si percepisce fin da subito la voglia di lavorare. Anche chi è destinato a partire non si sta tirando indietro. Stiamo cercando di costruire qualcosa di importante, giorno dopo giorno, con pazienza e determinazione".
A guidare la squadra è il tecnico Giuseppe Raffaele, scelto per dare identità e intensità al gioco granata. Inglese ne ha parlato con grande rispetto: "Il mister ha idee molto chiare: vuole una squadra propositiva, che giochi e aggredisca l’avversario. Alzare il baricentro, recuperare palla in zona avanzata, verticalizzare subito. Stiamo lavorando forte per interiorizzare questi concetti e portarli anche nelle amichevoli. È il momento in cui si gettano le fondamenta". L’intesa con i compagni offensivi è ancora in fase di rodaggio, ma ci sono già segnali positivi: "Mi sto adattando bene sia con Ferrari che con Achik. Sono uno che si muove molto, e in base a chi gioca accanto a me cambio qualcosa: con Franco mi allargo di più, con Ismail tendo a stare più in area. L’importante è lavorare e affinare i meccanismi, poi sarà il mister a decidere chi completerà meglio il reparto". Nel suo intervento, Inglese ha anche fatto riferimento all’impegno richiesto in un campionato complicato come la Serie C, e in particolare nel girone C, da sempre noto per la sua difficoltà: "Questo è un torneo tosto, con piazze calde e campi difficili. Anche a Catania si partiva con l’idea di dominare, poi ti ritrovi in trasferte complicate dove nulla è scontato. Per emergere serve organizzazione, carattere, unità. Prima ancora che calciatori, bisogna essere uomini".
Non poteva mancare un passaggio sulla pressione ambientale, inevitabile in una piazza come Salerno: "Chi accetta questa maglia sa a cosa va incontro. C’è pressione, ma anche una passione che può diventare la nostra forza. I tifosi ci daranno tanto, ma dobbiamo essere noi a portarli dalla nostra parte con le prestazioni. Partire con due gare a porte chiuse non sarà facile, ma dobbiamo farci trovare pronti". Infine, l’attaccante ha chiuso il suo intervento con parole chiare sullo spirito con cui affronterà questa nuova sfida: "Non ho obiettivi personali. I traguardi individuali si raggiungono solo se funziona la squadra. L’unica cosa che conta è fare qualcosa di importante tutti insieme. Stiamo seminando, ora serve sacrificio e lavoro. I primi segnali ci sono, ma non basta. Serve di più, e lo sappiamo". Con il suo stile asciutto ma carismatico, Bobby English si candida a diventare un punto di riferimento dello spogliatoio granata. A 33 anni non cerca rilanci individuali, ma risposte collettive. E con la guida di Raffaele, la presenza di Faggiano e la spinta dell’Arechi, la Salernitana può iniziare davvero a crederci.
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