

"Pronto a rimettermi in gioco, dopo un anno sabbatico: ripartirò dal campionato di Promozione". Con queste parole, in esclusiva ai microfoni di Salernoinweb.it, il mister Giovanni Esposito ha fatto il punto sulla sua storia professionale, analizzando diversi temi del calcio in Campania e confermando il suo approdo alla guida del nuovo Montoro, nato dalla fusione tra l'ASD e il Città.
Mister, un parere sulla situazione vivai in Campania: "La questione è sempre la stessa in Campania, un po’ come quando la Nazionale italiana non va bene: tutti vogliono cambiare ma alla fine non si cambia mai. Ripeto, non è solo in Campania ma è di un malessere generale quello del settore giovanile. Ci sono bravi allenatori ma secondo me bisogna affidarsi, almeno al settore giovanile, ad allenatori esperti e competenti in materia. A volte gli allenatori prediligono il gioco ma, escludendo la Primavera e gli Allievi, la fascia più piccola ha bisogno di imparare. Per me bisogna imparare le basi, di come stare in campo e cercare di formare i giocatori sia per il bene delle prime squadre che della nazionale”.
Il suo pensiero sulle squadre B: "Possono essere un qualcosa di utilissimo proprio per ripartire: perchè in Germania, in Spagna, in Inghilterra ci sono da decenni e si sono trovati bene. In Italia spero che si intraprenda questa scia di queste Nazioni, perchè tra l'altro anche la Nazionale ne giova, facendo giocare però quasi tutti italiani e non fare giocare stranieri nelle squadre B. Bisognerebbe mettere un vincolo per far giocare solo giovani italiani, che magari non sono pronti ancora per la prima squadra, per poter dar loro fiducia e fargli acquisire esperienza. E sarei d'accordo a far fare ai club di Serie B e C la seconda squadra in Eccellenza”.
Sulla situazione Under: "Il Lazio, ad esempio, mi sembra che li abbia aboliti già da due stagioni. In Campania in Promozione quest'anno a quanto pare ce ne sarà pure uno in più (da due a tre) se non sbaglio. Per me i giovani se sono bravi giocano al di là se sono Under o meno. Chi mi conosce sa che, per esempio, quando ero al Centro Storico ho giocato con 8-9 Under. Se sono bravi non guardo la carta d'identità e mi augura che anche qualche altro collega si accodi a questa cosa di far giocare i giovani al di là se sono obbligatori o meno. Chi è bravo gioca".
Cosa si augura dalle future esperienze? "Mi auguro di raccogliere quanto seminato. Non ci sono soltanto io ma ce ne sono tanti bravi colleghi, tra i dilettanti, che non riescono ad avere quello che meritano. L’Italia è una nazione vecchia come diceva Arrigo Sacchi. Io ora sono abbastanza maturo, rispetto a 20 anni fa, avendo iniziato a 30 anni e adesso ne ho 49. Penso di aver fatto la gavetta e di aver mangiato, metaforicamente, "la polvere". L'esperienza con Salvatore Campilongo mi è servita e gli auguro ogni bene perchè lui è il mio papà calcistico. Come dice lui io non sono portato per fare il secondo ma sono nato per fare il primo (allenatore n.d.r.). Auguro veramente alla Nocerina di andare in Serie C, perchè sia la città che il mister meritano questo salto di categoria".
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