

di Massimiliano Catapano
Dal ritiro di Cascia emergono parole chiare, decise, cariche d’ambizione. A parlare è Armando Anastasio, volto nuovo della Salernitana e già pronto a mettersi in gioco per un obiettivo che non ammette compromessi: la vittoria del campionato. Il laterale mancino, classe '96 e da poco di nuovo papà, è reduce dall’esperienza al Catania, club con cui ha appena chiuso il proprio percorso. Ora, però, è il momento di guardare avanti con determinazione, dentro un gruppo tutto da scoprire. "Il ritiro sta andando bene, ci stiamo conoscendo a fondo, sia dentro che fuori dal campo. - ha raccontato il calciatore in conferenza stampa - È un passaggio fondamentale, perché siamo in tanti ad essere arrivati da poco e c’è bisogno di creare sintonia. Lo spirito è quello giusto, la squadra è motivata, si lavora ogni giorno con intensità e concentrazione per farsi trovare pronti". Anastasio, cresciuto nel vivaio del Napoli e con un passato importante anche a Monza, è pronto a ricoprire più ruoli nello scacchiere di mister Raffaele: "Nasco come quinto, ma mi sono adattato anche da terzino e da braccetto. Non ho preferenze, il mio unico obiettivo è farmi trovare pronto e dare il massimo dovunque il mister deciderà di schierarmi".
A motivarlo, anche il legame familiare con Gennaro Tutino, attaccante che a Salerno ha lasciato ricordi indelebili: "Lo sento spesso, per me è come un fratello. Mi ha parlato della piazza, del calore, dell’entusiasmo della gente. Quando vinse il campionato qui, lo seguii con passione. So bene che tipo di ambiente mi aspetta". Il girone C di Serie C, dove militerà la Salernitana dopo la retrocessione, viene accolto con entusiasmo dal difensore napoletano: "È il girone più affascinante della categoria. Anche le gare che sembrano abbordabili nascondono insidie. Ma è proprio questo il bello: giocare in stadi caldi, davanti a tifoserie vere. Ti stimola, ti accende dentro. Ed è una sfida che voglio vivere fino in fondo". Senza giri di parole, Anastasio non nasconde gli obiettivi personali e collettivi: "Non ho ambizioni individuali. Io voglio vincere. Siamo la Salernitana, una squadra con una storia, con una tifoseria straordinaria. Dobbiamo puntare in alto, non possiamo permetterci di restare in questa categoria. Questo ritiro servirà a cementare il gruppo e a capire cosa vuole davvero il mister. Il gioco è propositivo, l’idea è chiara, ma serve tempo per assimilare tutto. Siamo sulla strada giusta".
Nel corso dell’incontro con la stampa, il calciatore ha voluto sottolineare anche l’importanza del direttore sportivo Daniele Faggiano, con cui ha condiviso esperienze a Parma e a Catania: "Con lui ho un legame speciale, è una persona ambiziosa, vera, concreta. So che anche lui sente stretta la Serie C, e se ci ha portati qui è perché ha in mente un progetto grande. Noi dobbiamo essere all’altezza delle sue aspettative". Infine, una riflessione personale, che rivela maturità e consapevolezza: "Forse in passato ero destinato ad altri palcoscenici, ma la vita dà quello che meriti nel momento giusto. Oggi mi sento pronto. Ho un sogno da alimentare e voglio farlo qui, in questa piazza che respira calcio". La Salernitana riparte da profili come Anastasio, calciatori affamati, con le idee chiare e un senso forte di appartenenza. Perché l’obiettivo non è partecipare. È vincere.
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