

Martin Scorsese l’ha scelta per interpretare Santa Lucia nella seconda stagione di "The Saints". Ma prima di vederla in una nuova veste e interpretazione Aurora Ruffino si è immersa nei "colori" del Giffoni Film Festival per incontrare la sezione Impact in Sala Verde. Un viaggio nelle emozioni e sull’importanza e la profondità dell’essere umano, nonostante il dolore e le difficoltà. "Tutto è un viaggio alla scoperta di sè - ha detto l’attrice e scrittrice durante il confronto con i ragazzi - dovete cercare di proteggervi il più possibile dai rumori della vita, fate l’esperienza del silenzio. Però ci sono delle fasi da attraversare e le prime sono quelle più dolorose, più dure, più difficili e complesse perchè si fa l’esperienza del vuoto. Le persone spesso si identificano in un dolore e se gli togli quello non sai più chi sono. Questa è la dimensione dell’essere. Quando piano piano però ci si libera dalle distrazioni e dai rumori, si fa prima esperienza del vuoto e poi lo trasformi e lo vivi e lo attraversi e l’assenza diventa presenza, la migliore porta per arrivare alla dimensione dell’essere è il dolore".
La profondità di Aurora Ruffino ha colpito particolarmente i giurati in sala. Il suo "risveglio" (come lo ha definito lei stessa) è avvenuto anche attraverso la scrittura del suo romanzo "Volevo salvare i colori" che non è autobiografico ma è un’espressione della liberazione, anzi della "libertà" che è ciò che rappresenta per l’artista proprio la fase della scrittura. Ruffino ha vissuto le difficoltà e il dolore di perdere entrambi i genitori quando aveva 5 anni però “io ho pianto per mia madre solo quando sono arrivata ai 20 anni. Quando si fa pace con l’idea che si muore, allora la vita inizia a cambiare davvero. Tutto diventa meno importante ma allo stesso tempo più importante - ha detto l’attrice - il problema credo che il concetto di umanità viene superato dal concetto di essere. Fossi stata io a pensare al tema di questo Giffoni avrei riformulato la frase scrivendo "diventare esseri umani". L’uomo è la combinazione di due dimensioni, la dimensione dell’essere e dell’umano perchè l’uomo è un essere che indossa un corpo umano".
Tante le novità a cui si affaccia l’artista, oltre al personaggio della seconda stagione di "The Saints" con il regista Scorsese, Ruffino continuerà a scrivere, cimentandosi anche nel ruolo della scrittura di un cortometraggio in cui il protagonista è un bambino di 11 anni: "Magari quando sarà pronto (forse tra due anni, ndr) lo verremo a presentare proprio qui al Giffoni Film Festival, però magari mi piacerebbe anche interpretare il ruolo di una mamma in futuro. Però la scrittura ha il potere di far emergere qualsiasi cosa e la totale libertà. Le intuizioni sono memorie del futuro mi dissero, all’inizio non l’ho capita, poi però quando scrivo riesco a comprendere cosa significa". In sala c’è stato anche un momento significativo con la mente che è ritornata alla serie Braccialetti Rossi che l’ha resa celebre: "Della serie mi colpisce ancora oggi il bagaglio che ha portato con sè, le persone che ancora mi dicono che "Braccialetti Rossi" è stata di supporto alle sofferenze e a chi ha affrontato quelle battaglie".
Ieri sera si è svolto l’ultimo appuntamento de "Il Posto delle Favole" per questa edizione del Giffoni Film Festival 2025. Nella splendida location de Il Giardino degli Aranci, le famiglie, i giurati e le persone hanno trascorso la penultima serata del #Giffoni55, ad ascoltare due brani molto profondi e riflessivi. Il Posto delle Favole è stato uno degli eventi più amati e seguiti da chi ha deciso di vivere dal vivo le emozioni del Festival per ragazzi. Il primo ospite della serata è stato Francesco Munno, sindaco di Giffoni Sei Casali con un testo ispirato al discorso che l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha realizzato in occasione della sua elezione nel 2008. Il momento storico in questione, si posiziona durante la notte della sua elezione, quando si rivolse verso le generazioni future, coloro che avevano deciso di dargli fiducia attraverso il voto ed erano pronte a cambiare concretamente. "Questa notte non è per me. È per voi. Per chi ha camminato, bussato, sperato. Per chi ha creduto quando era difficile. Per chi ha aspettato troppo tempo il momento di essere visto".
Ad aver colpito il popolo americano, come ricorda Francesco Munno, fu la sincerità con la quale si rivolte alla gente, ammettendo che ci sarebbero stati dei giorni difficili, crisi economiche, ma che lui sarebbe stato sempre al loro fianco. Barack Obama, attraverso questo discorso ha ricordato che la paura non fa altro che distruggere tutto quello che invece potrebbe essere cambiato, solo con fiducia e tenacia. Secondo ospite de "Il Posto delle Favole" è l’attrice e scrittrice Aurora Ruffino, con la lettura de La Gallinella Rossa. La favola popolare di origine britannica è un esempio di come il lavoro è un atto d’amore, come sia importante praticarlo, per avere delle soddisfazioni personali e verso la comunità. Le parole da sole non portano da nessuna parte, ma se unite a gesti e partecipazione, possono creare grandi sinergie e passi avanti verso un futuro migliore.
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