

Ritrovarsi è un concetto che sta tornando molto spesso in questa edizione numero cinquantacinque del Giffoni Film Festival, ed è questo un tema che ritroviamo anche nell’incontro che Junior Cally ha tenuto con i giffoner della sezione ‘Impact!’ di #Giffoni55. L’artista è tornato ad incrociare la sua strada con quella del festival a due anni dall’ultima volta, quando fu uno dei protagonisti del cartellone del Giffoni Music Concept. Tanta la curiosità del giovane pubblico nello scoprire quali sono state le evoluzioni - e non ce ne sono state poche - in questi ultimi due anni di vita di Junior Cally, prossimo al matrimonio con la sua compagna Margherita - convoleranno a nozze a settembre - che il rapper cita più volte in Sala Verde, che l’hanno visto portare al successo il progetto condiviso del Padel Palace Milano. "Sbagliamo quando pensiamo di saper fare solo una cosa e all’epoca pensavo di poter fare solo musica. - ha raccontato con sincerità Junior Cally, nome d’arte di Antonio Signore - Dobbiamo imparare a guardare sempre in avanti La musica per me ha rappresentato un po’ una coltellata, ma non per questo una condanna. Si può fare altro nella vita e poi ritornare dove si è lasciato, cambiando la prospettiva e il modo di vedere le cose. A voi dico di non lasciarvi prendere dall’ansia del giudizio. È più facile distruggere un sogno che coltivarlo e se ne avete uno, tenetelo stretto. Uscite dalla cameretta e fregatevene. Buttatevi, vivete le cose al massimo. È l’unica via".
L’artista, con i giffoner della "Impact!", ha passato in rassegna alcuni momenti salienti della sua carriera musicale fino ad oggi. Dagli esordi con l’iconica maschera, che "nasceva per combattere il pregiudizio che mi aveva circondato alla pubblicazione dei primi pezzi", passando ovviamente per il Festival di Sanremo 2020, che lo presentò al grande pubblico e, com’è noto, rappresentò un momento di profonda crisi per l’artista: "L’ho vissuto male ma ci ritornerei, certo con un pezzo diverso. Non per rinnegare il passato, quello non si fa mai, ma perché oggi sono una persona diversa". Junior Cally non è certo con il Padel che s’è approcciato al mondo dello sport. Dopo aver praticato il calcio per circa vent’anni, prima di spostare la sua attenzione sulla musica, il richiamo è stato naturale e salvifico: "È stata una costante nella mia vita e grazie allo sport sono riuscito a lasciar stare la musica, in un periodo in cui andavo in studio scarico, attendendo solo il momento di andarmene via. Con il Padel ho lasciato alle spalle tutto ciò che era accaduto con Sanremo e non solo. Devo sicuramente allo sport anche il mio ritorno alla musica di oggi".
Per l’artista anche il Grifocorno di Giffoni, riconoscimento che si spera possa rappresentare un portafortuna per i suoi prossimi progetti. Un incontro che Junior Cally ha concluso con una lucida analisi del suo presente, lanciando un monito ai giffoner: "A 34 anni ho imparato ad andare più lento, a godermi le cose e penso che bisognerebbe imparare a vivere alcune cose anche da soli. Quando vado a dormire, oggi, mi pongo più domande rispetto al passato, con la differenza che stavolta non c’è la frenesia di fare tutto di fretta".
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