

di Massimiliano Catapano
Dopo il test amichevole vinto contro il Giulianova, a parlare in sala stampa è stato Kees De Boer (foto Us Salernitana), centrocampista olandese classe 2000, arrivato a Salerno con la voglia di mettersi subito al servizio della squadra e della città. Bastano poche parole per capire che è uno di quelli che non si tira indietro, uno che vuole fare sul serio. "Mi sto trovando davvero bene. - ha esordito - Qui ho trovato un gruppo compatto, dove tutti remano nella stessa direzione. C’è sintonia nello spogliatoio e un obiettivo comune: riportare la Salernitana dove merita, fuori dalla Serie C. Lavoriamo ogni giorno con grande intensità e mentalità". Con i compagni di reparto, Varone e Capomaggio, l’intesa sembra già buona: "Siamo diversi ma complementari, e questa è una fortuna. Ci stiamo conoscendo meglio, ma le basi sono ottime e penso che potremo fare un gran lavoro insieme".
Il giovane olandese ha poi messo l’accento su un concetto molto chiaro: il lavoro quotidiano. "Non è mai semplice vincere, neanche in amichevole. Serve attenzione, fame, concentrazione. In questo momento bisogna avere la mentalità giusta, perché costruire una squadra vera richiede sacrifici ogni giorno. Dobbiamo essere pronti a lottare, sempre". E il mister, Raffaele, sembra aver già lasciato il segno: "Ha le idee chiare, ci spiega ogni giorno cosa vuole. Si lavora anche sui dettagli e questo fa la differenza. Tutti siamo coinvolti, ogni reparto ha le sue responsabilità. L’obiettivo è essere squadra, in ogni fase del gioco". Sulla sua posizione in campo, De Boer si descrive come un giocatore d’equilibrio: "Mi piace dare ordine e far girare la palla, fare da ponte tra difesa e attacco. Il mio compito è aiutare la squadra a stare corta, ragionare, e spingere quando serve. Non sono uno che si prende la scena, ma uno che lavora per gli altri".
Poi, senza tanti giri di parole, ha spiegato anche perchè ha scelto Salerno: "Quando sono arrivato in Italia, la Salernitana era in Serie A. Per me è sempre stata una realtà importante. Oggi è in Serie C, ma Salerno non merita questa categoria. Ambiente, storia, tifosi: qui c’è tutto per tornare su. Ho sposato il progetto con convinzione, perché credo che possiamo farcela. So che c’è delusione, ma io non guardo al passato: sono qui per dare tutto". In chiusura, anche una battuta sul suo modello calcistico: “Da piccolo mi ispiravo molto a Wesley Sneijder. Mi piaceva come vedeva il gioco, il suo modo di stare in campo. Ognuno poi deve mettere qualcosa di proprio, ma l’ispirazione nasce anche da chi ha lasciato il segno". Schietto, diretto, determinato. Kees De Boer non promette miracoli, ma serietà, impegno e senso di responsabilità. E in un anno così delicato, a Salerno, è proprio da questo che si deve ripartire.
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