

di Massimiliano Catapano
L’inaugurazione ufficiale del nuovo nome dell’aeroporto di Salerno, da oggi ribattezzato "Costa d’Amalfi e del Cilento", ha acceso i riflettori su una questione tanto strategica quanto irrisolta: la reale accessibilità del territorio cilentano. La FIT-CISL Salerno ha accolto con favore l’inserimento del Cilento nella denominazione dello scalo, definendola una scelta dal forte valore simbolico e istituzionale. Ma, come spesso accade, al simbolo devono seguire i fatti. "Il Cilento non può essere solo un nome su una targa", ha dichiarato il sindacato. "È arrivato il momento di rendere il sud della provincia una destinazione realmente raggiungibile, non solo evocata". Il problema principale, secondo la FIT-CISL, è la mancanza di collegamenti diretti e funzionali tra l’aeroporto e le aree più a sud della provincia. Attualmente, chi atterra a Salerno trova collegamenti agevoli verso la città capoluogo e la Costiera Amalfitana, ma ben pochi - se non addirittura assenti - verso il Cilento, che resta tagliato fuori da una rete infrastrutturale giudicata ancora frammentaria, lenta e insufficiente.
Anche il recente completamento della tratta ferroviaria non sembra offrire una risposta risolutiva: "Va a rafforzare l’asse Salerno-Napoli, ma lascia scoperta la direttrice verso sud, proprio quella che serve al nostro territorio per decollare davvero", fa notare la FIT-CISL. Da qui la proposta concreta del sindacato: la realizzazione di un terminal bus a Ponte Barizzo, nel comune di Capaccio Paestum, da utilizzare come snodo di interscambio e modello organizzativo per razionalizzare i collegamenti. "L’idea si ispira a quanto già realizzato con successo a Eboli - spiegano i vertici locali - e punta a eliminare le sovrapposizioni, migliorare la puntualità dei servizi e garantire un trasporto più sicuro ed efficiente". Sulla stessa linea anche Simone Spinosa, direttore generale della Sita Sud, che ha confermato la disponibilità della società a collaborare. "Abbiamo già coinvolto l’Università Federico II per uno studio di fattibilità - ha affermato - e come vincitori del lotto TPL nella provincia di Salerno siamo pronti a fare la nostra parte".
Anche il fronte aeroportuale sembra convergere sulla stessa visione. L’amministratore delegato di Gesac, Roberto Barbieri, ha infatti lanciato un appello alle istituzioni locali affinchè venga finalmente garantita una rete integrata di collegamenti tra lo scalo salernitano e il territorio cilentano. Un auspicio che la FIT-CISL condivide pienamente, sottolineando l’urgenza di mettere in rete le infrastrutture esistenti con le esigenze turistiche e sociali del territorio. Per rendere operativa la proposta, la FIT-CISL ha ufficialmente richiesto un incontro con i principali attori istituzionali: il Comune di Capaccio Paestum, la Regione Campania, la Provincia di Salerno e le aziende vincitrici del lotto 1 del Trasporto Pubblico Locale, con l’obiettivo di avviare il percorso per l’affidamento e la riorganizzazione dei servizi. Particolare attenzione sarà riservata alle fasce più deboli e ai collegamenti nei giorni festivi, da sempre punto critico per chi vive nelle aree interne.
Il messaggio del sindacato è chiaro: la provincia di Salerno merita un sistema di trasporti moderno, inclusivo, e all’altezza delle sue ambizioni turistiche. "Non possiamo permettere - conclude la FIT-CISL - che l’aeroporto "Costa d’Amalfi e del Cilento" si trasformi in uno slogan vuoto. È il momento di trasformare le parole in infrastrutture, le intenzioni in servizi, e le buone idee in soluzioni concrete". Un appello forte, lucido e carico di responsabilità, che ora attende risposte concrete dalla politica e dagli enti preposti. Perchè il Cilento, da oggi inserito nell’intestazione di un aeroporto, possa finalmente esserlo anche nei fatti.
Altri articoli di questo autore:
Se vuoi essere tempestivamente aggiornato su quello che succede a Salerno e provincia, la pagina facebook di Salerno in Web pubblica minuto per minuto notizie fresche sulla tua home.