

di Massimiliano Catapano
Da sei giorni alla guida della Salernitana, Maurizio Milan ha ufficialmente assunto l’incarico di presidente del club, succedendo a Roberto Busso e lasciando il ruolo operativo di amministratore delegato a Umberto Pagano. È una svolta importante, in un momento cruciale per una società che, dopo due stagioni travagliate, cerca riscatto e credibilità. "Abbiamo voltato pagina. Questa è una Salernitana in costruzione, ma già pronta ad affrontare con determinazione qualsiasi girone di Serie C", ha dichiarato Milan in un’intervista rilasciata a "Il Mattino". Il nuovo corso è partito con un’azione decisa su tutti i fronti: riorganizzazione societaria, ripensamento del modello industriale, rinnovamento tecnico e rafforzamento del legame col territorio. "In sole 24 ore abbiamo azzerato tutto e rilanciato - ha spiegato - affidando la direzione sportiva a Daniele Faggiano, figura esperta e determinante per questa fase. Siamo ripartiti anche dal settore giovanile, con l’obiettivo di valorizzare i talenti locali. Ma soprattutto, siamo ripartiti da una parola fondamentale: 'scusa'. I tifosi meritano rispetto e onestà. Veniamo da due anni complicati e ora dobbiamo recuperare credibilità".
Milan ha voluto chiarire che non si tratta di una rottura col passato, ma di un’evoluzione: "Le persone che c’erano prima non sono state messe in discussione. Semplicemente abbiamo sentito il bisogno di cambiare approccio. Al club stiamo cercando di dare un’anima nuova, più vicina alla città e al cuore dei tifosi". Al centro del progetto c’è una visione ambiziosa ma concreta: risalire subito in Serie B. "L’obiettivo è fare il salto, non restare in Serie C. Per questo abbiamo costruito un gruppo solido, con giocatori esperti e alcuni giovani interessanti, da integrare anche attraverso prestiti. L’allenatore riceverà ancora nuovi innesti. Stiamo già lavorando su altri profili, ma tutto sarà guidato da un principio di equilibrio economico". Sul piano finanziario, Milan ha spiegato che, a differenza dello scorso anno, la criticità di bilancio è oggi più contenuta: "Ci stiamo muovendo per alleggerire il monte salari, che vogliamo riportare entro i 5-6 milioni. Confidiamo di cedere a breve almeno tre o quattro giocatori. Faggiano sta lavorando molto bene anche su questo fronte".
Non sono mancate parole sul caso Liguori, che ha sollevato interrogativi a causa di vicende giudiziarie ancora in corso: "All’inizio ero scettico, anche per la mia precedente esperienza in Telefono Azzurro. Ma ho riflettuto, e ho deciso di ragionare in termini sportivi. Non siamo in un’aula di tribunale. Il giocatore è stato reintegrato nel progetto, ma nel contratto è stata inserita una clausola risolutiva in caso di condanna definitiva". A proposito dei rapporti istituzionali, Milan ha espresso dispiacere per il divieto imposto ai tifosi granata di seguire la squadra in trasferta per quattro mesi: "È un provvedimento pesante. Ho già in programma incontri con il Prefetto, il Questore e il Ministro dello Sport. Sono state presentate anche interrogazioni parlamentari e i tifosi stanno preparando ricorsi. Ci siamo sentiti un po’ traditi rispetto a relazioni istituzionali che ritenevamo consolidate. Era comunque doveroso percorrere tutte le strade legali, anche sapendo che le speranze erano minime".
Nonostante l’amarezza per l’esclusione dalla Serie B e le sentenze non favorevoli, la Salernitana ha continuato a lottare anche nei tribunali, portando avanti i ricorsi con decisione. "Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità - ha ribadito il presidente - sempre nel rispetto della città. Ai calciatori è stato chiaro fin dal primo momento che ci saremmo giocati i play-out, anche con i ricorsi in sospeso". Fondamentale, nel disegno del nuovo corso, è anche il rilancio infrastrutturale. Milan ha confermato che il dialogo con il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, è continuo e proficuo. "Salerno ha oggi un’occasione storica di rilancio. Lo stadio, il palazzetto e il Palatulimieri saranno elementi centrali di questa rinascita. Siamo già stati coinvolti nell’ammodernamento dello stadio, anche nel layout interno. L’idea originaria di una società polisportiva resta viva, ma ora la priorità assoluta è il calcio. È da lì che dobbiamo ripartire, con serietà e trasparenza, per dare risposte vere ai tifosi".
Infine, Milan ha voluto rivolgersi direttamente alla città: "Salerno ha un grande cuore. Forse non siamo riusciti a proteggerlo come meritava. Ma ora lavoreremo in silenzio e con i fatti. Gli striscioni contro di me? Sono stati duri, sì, ma anche uno stimolo. Non li ho mai condannati. Li rispetto". La nuova era granata è iniziata, dunque, con la volontà di ricostruire, passo dopo passo, un’identità forte, credibile e vincente. E il messaggio è chiaro: la Salernitana è pronta a rialzarsi.
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