

La rabbia non sempre basta. Non è una sostanza sufficiente a colmare un bicchiere vuoto, nè abbastanza pesante da spingere giù ciò che non si vuole vedere. La rabbia non colma uno spazio, semmai lo avvelena, lo indebolisce. Specialmente quando quello spazio è il proprio corpo, è la propria immagine riflessa. È stato un incontro pieno d’anima e verità quello che ha inaugurato il ciclo di quattro incontri che porterà, eccezionalmente on the road, il podcast "Pezzi" al Giffoni Film Festival 2025. Il trio formato da tre tra le penne più prestigiose del giornalismo musicale italiano - Luca Dondoni, Paolo Giordano e Andrea Laffranchi - ha accolto ai propri microfoni BigMama. L’artista è anche la headliner del quinto concerto del cartellone del Giffoni Music Concept, previsto in serata in piazza Fratelli Lumière. Bullismo, musica e tematiche sociali sono stati i macro argomenti toccati nel corso del podcast live, con un pubblico composto da attenti giffoner. BigMama ha passato in rassegna alcuni dei momenti salienti della sua vita, oltre che della sua carriera. Da subito l’artista campana ha sottolineato la forte emozione nell’essere qui a Giffoni: "Nel 2013 mia madre mi chiese di accompagnare mio fratello a un concerto rap che si sarebbe tenuto qui al festival. All’epoca ascoltavo soltanto gli One Direction, per me il rap era un mondo del tutto sconosciuto. Quella sera sul palco c’era Salmo e per me fu un colpo di fulmine. Lo osservavo su quel palco e ho cominciato a sognare di cantare qui. Il concerto di stasera per me sarà molto emozionante".
BigMama non ha risparmiato nemmeno dettagli sulla sua adolescenza, segnata da anni complessi - quelli delle scuole medie - e da un bullismo che le è stato perpetrato da un insegnante: "Mi prese di mira con delle battute legate al mio aspetto fisico. Ero la sua vittima preferita e quando c’era lui le battute si sprecavano. All’inizio rimanevo zitta, poi ho cominciato a ribattere e a rispondere con la stessa moneta, ma questo non è bello. È orribile spingere una bambina a difendersi in questo modo contro un insegnante, specialmente dopo che il suo bullismo nei miei confronti aveva finito per legittimare anche le prese in giro e le offese da parte dei miei compagni di scuola". Furono anni dolorosi quelli, in cui l’artista - all’epoca semplicemente Marianna Mammone, giovanissima studentessa con un posto nel mondo ancora tutto da individuare - sperimentò anche l’autolesionismo.Quei pezzi di vissuto sono finiti in "Charlotte", una canzone che BigMama compose da sola, nella sua cameretta, all’oscuro di tutti. "A scuola quel giorno subì un violento atto di bullismo. Tornai a casa e non avevo la minima intenzione di parlarne con nessuno, specialmente con i miei genitori. Così scrissi questa canzone, incentrata su questa ragazza, Charlotte, che dopo aver praticato violenza su se stessa, alla fine si toglie la vita. Quella ragazza, ovviamente, ero io. Per caso quella canzone uscì fuori, tre anni dopo, e cominciò a circolare per tutta Avellino". Il racconto della cantante, al fianco di Dondoni, Giordano e Laffranchi, prosegue: "Una ragazza venne da me chiedendomi dove potesse ascoltarla. Non volevo in alcun modo che quella canzone uscisse fuori, ne ero imbarazzata. Lei cominciò a piangere, spiegandomi come per la prima volta quella canzone l’aveva fatta sentire compresa da qualcuno. Il giorno dopo caricai "Charlotte" su YouTube, dove si trova tuttora. Non la cancellerò mai. Ero felice di aver aiutato una ragazza a sentirsi capita e al tempo stesso lei aveva aiutato me, con quell’abbraccio, a non farmi sentire più sola".
L’impegno per la comunità LGBTQIA+, che passa per i tanti Pride a cui BigMama partecipa in qualità di madrina e 'portabandiera': "I Pride, così come banalmente anche le discoteche gay, per me sono stati casa in un momento in cui non riuscivo a fare affidamento sulla mia vita. Oggi stiamo facendo dei passi indietro, le minoranze che fino a poco tempo fa avevano ottenuto spazio e riflettori, oggi sono state di nuovo relegate al buio. Bisogna lavorare ancora tanto", e la musica, con qualche curiosità che i tre illustri host del podcast "Pezzi" sono riusciti a strapparle: "Sanremo? Mi piacerebbe condurlo un giorno, ma più avanti. Vorrei partecipare ancora in gara qualche altra volta, ma senza creare un pezzo ad hoc. Per me la musica è espressione creativa, non posso sedermi al tavolino e scrivere una canzone per una specifica occasione". Come ha sottolineato BigMama, oggi la rabbia non è sparita dalla sua vita, ma quel sentimento così violento di cui ha cantato nella sua prima volta al Festival di Sanremo, nel 2024 - partecipazione che l’ha proiettata verso il successo e la conquista del grande pubblico - oggi ha assunto una forma diversa, che l’artista è riuscita ad addomesticare e a trasformare in energia e coraggio. Oggi, BigMama, ha vinto ancora una volta.
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