

"Questa è una storia molto importante per la nostra città perchè è la storia di Ciro Colonna La camorra è un cancro. È crudele perchè colpisce le persone che non c’entrano niente, che siamo noi: al posto di Ciro ci poteva essere chiunque": così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, introduce il cortometraggio "Il compleanno di Ciro", in anteprima a #Giffoni55. Diretto da Marta Esposito, prodotto da Giffoni Innovation Hub, Mad Entertainment e Gabbianella, realizzato in collaborazione con il Comune di Napoli e con il patrocinio di Libera, il corto è dedicato al giovane di Ponticelli, vittima innocente della camorra, morto in un agguato il 7 giugno 2016, nel suo quartiere, a soli 19 anni. L’opera rientra nella terza edizione del progetto La Voce dei Giovani, avviato nel 2023. L’applauso commosso dei giffoner abbraccia la famiglia di Ciro Colonna al termine del cortometraggio. In sala, infatti, ci sono la madre e la sorella del giovane di Ponticelli. "Grazie a tutti per questo corto. - afferma quest’ultima con la voce rotta dalle lacrime - Per noi è importante per far sì che i giovani capiscano qual è la strada giusta da scegliere, e vale anche per mia figlia. Adesso, diventata mamma, capisco l’importanza di questa battaglia, fondamentale per il nostro futuro".
"Il motivo per cui abbiamo iniziato insieme a Giffoni questo percorso è cercare di usare il cinema come un grande strumento di educazione civile perchè credo che per parlare con i giovani dobbiamo usare il loro linguaggio. Quindi dobbiamo essere in grado di trasmettere attraverso il cinema, la musica, i valori in cui crede la città di Napoli, come la legalità". Manfredi ringrazia la famiglia i Ciro, attraverso il quale l’opera è dedicata a tutte le vittime innocenti della camorra: "Ringrazio i familiari, per il loro impegno perchè questa tragedia si trasformi in speranza di futuro. Abbiamo bisogno di speranza, di futuro. Abbiamo bisogno delle istituzioni - sottolinea - per fare in modo che quello che si è verificato non accada più". E ancora: "Questo corto è un piccolo contributo perchè i ragazzi, dopo averlo visto, potranno capire che con l’impegno di tutti, ma proprio di tutti, possiamo costruire un mondo migliore. Il futuro è costruito da tutte le persone".
Il primo cittadino della città di Napoli affronta anche il tema delle periferie, luogo in cui Ciro viveva e in cui ha perso la vita. Luogo in cui il cortometraggio è ambientato: "Il tema delle periferie urbane è un tema importante". Ed evidenzia come, nella città, ci siano sempre più "parti luccicanti e zone in ombra" e quanto siano profonde le differenze tra il centro della città e le periferie. "Molte di queste periferie sono state abbandonate, ma dento ci sono tanta energia, valore positivo, persone che lavorano e che credono nelle regole e nel rispetto delle regole". Il sindaco invita a non identificare le "piccole minoranze" che vivono al di fuori della legalità con la totalità di certi quartieri: "A Scampia, a Ponticelli ci sono tante persone che lavorano ma noi non ce ne accorgiamo perché pensiamo che Scampia sia tutta Gomorra, ma non è così. Quindi - insiste - noi dobbiamo agire sui simboli di quei luoghi". E cita le vele di Scampia, Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio, i container a Ponticelli. "In tutti questi luoghi stiamo intervenendo".
Manfredi fa riferimento in particolare al Lotto Zero di Ponticelli, il quartiere di Ciro Colonna. "È un luogo - sostiene - in cui ci sono tante famiglie normali e poi pochi che usano la violenza per sopraffare gli altri. Noi questi pochi dobbiamo colpire, non gli altri. Ma dobbiamo anche dare a quei pochi l’opportunità di scegliere, di avere un lavoro dignitoso, di avere una casa, di andare a scuola". Insomma, "quei diritti che in una democrazia dovrebbero avere tutti. Credo - continua - che sia il modo migliore per onorare tante vittime innocenti, e cioè fare in modo che le opportunità che loro non hanno avuto le possano avere gli altri". Manfredi non si sottrae alle domande dei ragazzi. "Spesso chi oggi delinque o segue determinati percorsi viene da famiglie che considerano questi valori come i loro valoro di vita. - afferma stimolato sul tema dell’educazione delle famiglie - Perciò è importante che la spettacolarizzazione del male diventi un fattore di imitazione". Da qui la necessità di "seguire i ragazzi da quando sono piccoli, intervenire sulle loro famiglie, fare in modo che la cultura criminale non sia diffusa, che siano stesso le persone a isolare chi fa queste cose e non a imitarli". Centrale, per il sindaco, anche il ruolo dello Stato: "Ha un ruolo importante. - rimarca - Se siamo in grado di dare delle risposte chi delinque perde potere".
In sala presenti anche Ferdinando Tozzi, delegato del sindaco per gli audiovisivi: "Con il sindaco Manfredi - dichiara - abbiamo intrapreso un cammino di industria culturale, che significa anche e soprattutto mettere semi nelle giovani generazioni. Questo terzo anno ne è testimone". Presente anche la regista del corto, Marta Esposito: "Prima ancora della scrittura abbiamo cercato un legame con questi ragazzi per farci raccontare il loro quartiere, la loro vita. È venuta a trovarci anche Mary Colonna e tanti ragazzi si sono riconosciuti in Ciro. Questa tragedia lascia un seme che spero che questi ragazzi abbiano colto". Ad accompagnare la visione del corto anche Mariano Di Palma. Il membro della presidenza nazionale di Libera ricorda l’agire dell’associazione, "la memoria che genera impegno", dove "l’impegno è la capacità trasformativa, il poter generare nei contesti più complicati cambiamenti veri, consistenti, che a volte non sono rumorosi ma sono molto impattanti".
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