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Giffoni Film Festival, Gentiloni: "Difendere la prospettiva europea unico argine contro la guerra"

21/07/2025

Paolo Gentiloni, uomo delle istituzioni, simbolo di un’Italia con la testa in Europa, arriva alla Cittadella del Cinema di Giffoni con il desiderio di toccare con mano quella che definisce una "straordinaria iniziativa" che dà vita ad una generazione di Giffoner, ragazzi capaci di sguardo lungo, di orizzonti ampi, di visioni larghissime. Ad accoglierlo il fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi, il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi, il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano. Si incrociano sul carpet le esperienze e le partecipazioni. E così Gentiloni ha la possibilità di incontrare il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ed il presidente di Symbola, Ermete Realacci, tra i protagonisti della quinta giornata di #Giffoni55. Sala Verde gremita e partecipazione attenta da parte dei ragazzi di Impact. Tanti i temi sollecitati e tante le questioni sollevate. Gentiloni, attualmente co-presidente della task force ONU sulla crisi del debito dei Paesi in via di sviluppo, già Commissario europeo ed ex Presidente del Consiglio, ringrazia di cuore per la qualità delle domande che tradiscono "voglia di partecipazione, dice, e grande competenza da parte dei ragazzi".

"Essere qui - ha detto - in questo contesto così vivo, mi dà fiducia. Giffoni è un’esperienza straordinaria: genera una comunità, come l’Erasmus, che ti resta dentro. E in un tempo complicato come quello che stiamo vivendo, portare messaggi di ottimismo e partecipazione è fondamentale". Difesa comune, Europa, crisi internazionale, si entra subito nel vivo. Nel suo intervento, Gentiloni ha sottolineato l’urgenza di una maggiore coesione europea, soprattutto in termini di difesa, in particolare alla luce delle incertezze legate alla politica internazionale e al disimpegno degli Stati Uniti proprio sul terreno della difesa in Europa. "Non possiamo permetterci una difesa frammentata, affidata ai singoli Stati. Sprecheremmo risorse e resteremmo vulnerabili. Se vogliamo contribuire alla pace nel mondo, dobbiamo essere in grado di difenderci, insieme, come Unione Europea". Sulla scena globale, ha ricordato quanto l’Europa resti l’unico attore credibile nella difesa dei diritti civili, in un contesto dove potenze come Stati Uniti, Russia, Cina, Turchia e India seguono modelli spesso lontani dai principi democratici: "Siamo fortunati ad essere nati in Europa. Dobbiamo ricordarcelo, ogni giorno. E dobbiamo difendere ciò che siamo".

Ai ragazzi che si dicono delusi dall’Europa, Gentiloni risponde senza esitazioni: "Bisognerebbe alzare la voce per avere più Europa. Se avremo più nazionalismi e meno Europa ci avvicineremmo alla guerra. L’Europa è, al contrario, l’unico argine sensato al dilagare della guerra. Dovremmo, perciò, tutti darle una mano. Sono sempre di più le voci a sostegno della convinzione che senza Europa scivolerebbe velocemente verso la guerra. Se non difendiamo l’Europa abbiamo una responsabilità. La responsabilità della diffusione di quei nazionalismi che portano alle crisi internazionali". Il discorso si è poi aperto a riflessioni sullo stato della politica italiana ed europea, con un richiamo forte alla responsabilità della classe dirigente e all’importanza della partecipazione giovanile. "Oggi c’è bisogno di una politica che parli di cose serie perché spesso parla di fesserie. I giovani devono farsi sentire: se la politica diventa inutile, è la politica che muore. Serve una nuova passione, e per questo anche le scuole di formazione e la cultura della competenza sono fondamentali. Su questo si fa qualcosa, ma è ancora insufficiente".

Gentiloni ha offerto anche un’analisi lucida del sistema politico italiano: "In Italia un po’ tutti sono stati al governo. Abbiamo partiti che cambiano rapidamente, con una mobilità continua e un insopportabile scarico di responsabilità reciproche. Ciò che serve è un centrosinistra presente nella società, capace di rappresentare i diritti, l’apertura, il dialogo. Non è il tempo di cavarsela con l’opposizione: serve una cultura di governo, competenza, serietà e una visione internazionale perché le prossime elezioni si misureranno anche sull’atteggiamento che i partiti avranno sul futuro dell’Europa, su Gaza, sull’Ucraina". In un passaggio molto apprezzato dai giffoner, ha parlato di diritti, cambiamento climatico, intelligenza artificiale, ma anche di Regeni - all’epoca dei fatti Regeni era Ministro degli Esteri - e della necessità di mantenere viva la memoria e la richiesta di verità, anche quando le relazioni diplomatiche rendono tutto più difficile: “Sul caso Regeni ciò che non si deve e non si doveva fare è limitarsi a mettere pietra sopra. E’ stato un episodio terribile da cui ne ricavammo rapporti molto complicati con Egitto. Dico che chiunque sia al governo dovrebbe avere una finestrella aperta nella sua memoria perché questa vicenda non può considerarsi chiusa finché le autorità egiziane siano le stesse del 2016. Dimenticare sarebbe un errore".

Non sono mancati riferimenti all’attualità geopolitica, ai dazi, alla necessità di rafforzare le politiche economiche europee, ma anche a una politica estera dell’UE più autonoma, capace di agire di fronte alle crisi, come quella in Medio Oriente: "Se vogliamo un’Europa forte, dobbiamo darle la possibilità di essere tale. Oggi la carneficina di Gaza impone una politica estera comune di respiro europeo. E non possiamo accettare che alcuni governi, l’Italia tra questi, si oppongano anche solo alla sospensione degli accordi con Israele. Serve una voce chiara e coraggiosa". Infine, un messaggio netto a chi, dentro e fuori l’Europa, lavora per indebolirla: "Il progetto strategico di Trump è smantellare l’Europa. Chi crede nell’Unione Europea deve dirlo chiaramente: dobbiamo andare verso una vera Unione politica. Gli Stati Uniti d’Europa non sono un sogno, ma una necessità". Un incontro che ha saputo unire visione, concretezza e spirito critico, confermando la vocazione di Giffoni come spazio di dialogo aperto e consapevole, dove anche la grande politica sa mettersi in ascolto delle nuove generazioni. Premio Ercole al presidente Gentiloni dalle mani del presidente Rinaldi, selfie con la sala. Applausi da parte dei ragazzi. A Giffoni l’Europa è una realtà. Tocca ai ragazzi costruirne identità e peso politico

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