

Nella storica Sala Truffaut, i giurati della sezione Generator+13, hanno avuto modo di ascoltare il Direttore di Rai Ufficio Studio Francesco Giorgino. Dopo esser stato per 23 anni il conduttore dell’edizione serale del TG1, è docente di Comunicazione e Marketing all’Università Luiss di Roma. Lo scorso aprile, sono stati realizzati e pubblicati sui canali Rai streaming 10 filmati dedicati al tema della disinformazione. Una compagna di sensibilizzazione che mira ad una comunicazione più attenta e pronta a riconoscere le fake news e le insidie derivanti l’Intelligenza Artificiale. A rafforzare questo concetto, la proiezione di uno di questi video, intitolato L’eclissi della verità, incentrata sui dubbi relativi all’allunaggio avvenuto il 20 luglio 1969. Un passaggio che ha suscitato grande interesse nei jurors in maglia blu, è stata la differenza tra la comunicazione del Novecento e quella legata al nostro Secolo: "Nel secolo scorso abbiamo coltivato una comunicazione one to many (uno a molti) nella quale un soggetto autorevole comunicava con beneficio, a una vasta popolazione di uditori. Poi siamo passati al One to one, many to many e many to one e l’effetto che ne è uscito fuori è stato quello di aver creato solo un grande rumore di fondo. Oggigiorno è importante saper gestire il rumore del web".
Il pericolo che corriamo nell’era digitale è di avere a che fare quotidianamente con fake news, divise in tre categorie, che possono provocare delle conseguenze serie e dannose per la società, sotto un punto di vista sociale, umano e comunicativo. La disinformazione, riguarda informazioni false o manipolate e diffuse da persone con l’intenzione di ingannare il pubblico. La misinformazione, fa capo a informazioni false o fuorvianti diffuse involontariamente dal pubblico e che generano il cosiddetto Incendio virale, ovvero vuol dire quando un contenuto audiovisivo qualcuno "lo accende" e finisce per diventare virale in tutta la popolazione. La malinformazione, è riferita alle informazioni vere, ma condivise con l’intento di danneggiare una persona, un gruppo o un’organizzazione. A differenza della seconda, c’è il presupposto del modo con il quale viene condivisa. Francesco Giorgino sollecitato dalle domande poste dai giurati, ha espresso la sua posizione sull’Intelligenza Artificiale: "Da studioso di comunicazione, non mi sentirete mai dire di essere 'contro l’innovazione tecnologica' o l’Intelligenza Artificiale. Rispetto alle due parti di mondi dette da Umberto Eco, ossia, gli Apocalittici che sono spaventati dal cambiamento e gli Integrati, che sono aperti alla innovazione tecnologica, io mi pongo in un’altra categoria: gli impegnati, chiamati a governare questo cambiamento comunicativo. Ricordatevi, che l’IA non è né buona né cattiva, ma dipende dall’uso che ne facciamo".
Prima di congedarsi, il Direttore di Rai Ufficio Studi ha lasciato ai giffoner, un consiglio su come approcciarsi al bombardamento quotidiano di notizie e di immagini generate con l’Intelligenza Artificiale: "Quando leggete qualcosa che vi interessa e colpisce, fate sempre un minimo di verifica e rafforzate il vostro spirito critico. Alla vostra età leggevo tre quotidiani al giorno. Leggere tre ricostruzioni diverse, aiuta a costruire lo spirito critico. Apritevi a una pluralità di fonti di informazioni".
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