

Jeans e maglietta blu, sneakers variopinte. Soprattutto un ciuffo che sfida le leggi della fisica. Un paradosso per lui, Vincenzo Schettini, professore di fisica con natali pugliesi e star italica del web (e ormai anche televisiva) come divulgatore scientifico. L’incontro con i ragazzi di Impact è da togliere il fiato: travolgente, mattatore. Di una straordinaria preparazione, di una straordinaria umanità. Sale e scende dal palco della Multimedia Valley, alterna citazioni erudite a passaggi dialettali tranchant. Costruisce un confronto ad alto tasso empatico davvero memorabile e anticipa, incrociando le dita, che sta lavorando con Paolo Ruffini a un lungometraggio: "Racconterà una mia giornata tipo prima di una lezione in teatro. Un’idea nata dopo che ha visto il mio tour". Ma al centro dell’appuntamento di #Giffoni55, come sempre, ci sono loro: gli studenti, i giovani, il senso profondo dell’insegnamento. "Sono felice di essere qui. Le sfide del nostro tempo possono essere raccolte solo da chi ha ancora lo slancio per provarci. E questo slancio è tutto dei giovani".
Gli occhi di Schettini sono illuminati di fiducia: "È sempre stato difficile trovare insegnanti appassionati ma esiste una parte, la più numerosa della scuola che lavora con amore, dedizione e sacrificio. È questa parte che deve fiorire. La scuola è un luogo magico. Ma chi decide di insegnare deve farlo con consapevolezza". Schettini non ha dubbi sulla strada da percorrere. "Bisogna investire sul corpo docenti, puntare sulla loro formazione, sulle loro competenze. Solo così si può riaccendere la passione negli insegnanti spenti dal sistema. E solo così quella passione può essere trasferita agli studenti". Poi un ricordo personale: "È stata la professsoressa di violino a seminare in me l’amore per il sapere. E anche quella di filosofia, in particolare con le lezioni su Cartesio. Indimenticabili".
Un giffoner gli chiede di commentare la protesta degli studenti contro il colloquio orale della maturità. Lui non si sottrae e risponde con schiettezza: "A chi ha sostenuto l’esame ho teso la mano. Sono centinaia di migliaia. I quattro, cinque ragazzi che hanno protestato erano già promossi: questo mi lascia perplesso. Avrei compreso di più una presa di posizione netta, davanti alla commissione, il primo giorno. Magari chiedendo la bocciatura. Detto questo, il tema è vero e urgente. E ben venga se anche così si è aperta una breccia. Ma ora tocca a voi giovani rilanciare. Fate sentire la vostra voce. Come nel ’68" dice ai giffoner della sezione Impact, che gli restituiscono sguardi accesi da entusiasmo e mani affatticate per gli applausi. La lezione resta il suo baricentro: in aula o in rete, in televisione come in teatro. "Una lezione fatta bene è uno spettacolo. Una forma d’arte. Io non ho mai smesso di farle. Sono ancora a scuola". Per lui il docente non deve nascondersi dietro la cattedra. "Socrate faceva lezione tra i ragazzi. Un insegnante che si apre non perde autorevolezza. Al contrario la guadagna. Un vero maestro", conclude Schettini "non può che essere così: con un piede in quella giovinezza che gli appartiene come seme".
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