

Si ferma dai 5 metri l'obiettivo dell'Italia di chiudere la prima fase del girone eliminatorio delle sue Universiadi a punteggio pieno. La selezione accademica femminile di Maurizio Mirarchi (foto FISU) impatta 13-13 con il Giappone poi cede alla lotteria dei rigori. Match vibrante sbloccato dalla superiorità di De March a cui si contrapponeva la frizzante formazione nipponica con il rigore di Nishiyama che sfruttava la brutalità comminata proprio alla piemontese in forza alla Pallanuoto Trieste. Celona e compagne sono bravissime ad annullare una serie di extra player a raffica e, tornate in parità numerica, rimettono la testa avanti con Colletta. Katada stavolta riesce a sfruttare la superiorità e rimette tutto in equilibrio sul 2-2. Ribaltone biancorosso nel secondo quarto con Goto ma immediato arriva il pari di Papi. Bando, Sanda e Sugimoto sfruttano un black-out azzurro e portano le asiatiche sul +3. Longo si sblocca dal perimetro ma l'inerzia resta dalla parte avversaria: Kitamura dai 5 metri e Sanda in più doppiano il Sette tricolore che reagisce a fil di sirena con Cabona: 5-8 al 16'.
Nella ripresa un gran goal di Klatowski rianima le azzurre che però non riescono ad arginare l'impeto giapponese e l'implacabile Sugimoto va di nuovo a segno in più. L'Italia sembra alle corde ma con un sussulto d'orgoglio torna in partita: Papi dal centro e la sciabolata in superiorità di Malluzzo cambiano volto al match delle universitarie nostrane che però, ad 8', dalla conclusione restano sotto di due lunghezze per mano della solita Sanda che insacca l'8-10. Infruttuoso assedio con Cabona, Longo e Malluzzo frenata dalla retroguardia del Giappone, in transizione Katada trova lo spazio per battere la subentrata Acerbotti per il nuovo +3. Sbruzzi sbaglia un rigore, sembra finita ma non lo è. Longo non perdona sul secondo 5 metri conquistato e replica in extra player al poker di Sanda (tris per l'orizzontina). Shironoshita capitalizza l'ennesimo extra player a 2'50'' dalla conclusione poi la febbrile rimonta con il tris di Papi in più, il rigore di Klatowski e il piazzato sempre in più di Sbruzzi allo scadere che manda le due contendenti ai rigori. Ad oltranza decisivo l'errore di Morrone (in goal al primo tentativo) dopo che nella prima serie avevano sbagliato prima Sugimoto (parato) e poi Klatowski. A segno andavano per l'Italia Sbruzzi, Malluzzo e Misiti mentre per il Giappone due volte Kitamura poi Sanda, Nishiyama e Bando.
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