

di Massimiliano Catapano
Una presa di posizione netta, forte, destinata a far discutere. Antonio Cammarota, presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Salerno, interviene con decisione sul discusso provvedimento che vieta ai tifosi della Salernitana di seguire la propria squadra in trasferta per quattro mesi, a seguito dei disordini scoppiati durante il ritorno dei play-out contro la Sampdoria. "È l’ennesima ingiustizia che si abbatte sul nostro popolo", afferma Cammarota, che lancia un appello chiaro al primo cittadino: "Il Sindaco impugni questo provvedimento. La Salernitana è un sentimento collettivo, appartiene alla città, appartiene al popolo. Non si può assistere passivamente a una punizione che colpisce migliaia di persone senza alcuna responsabilità diretta". Secondo il presidente della Commissione Trasparenza, gli eventi dell’"Arechi" - pur turbolenti - non hanno causato feriti né generato reali situazioni di pericolo. "Si è trattato di una protesta – spiega – per quanto veemente, del tutto comprensibile se consideriamo la modalità con cui si è conclusa quella partita. Una farsa senza precedenti che ha suscitato un moto spontaneo di indignazione. E, proprio per questo, chi ha agito lo ha fatto evitando ogni forma di violenza verso persone, siano essi tifosi, forze dell’ordine, tesserati o addetti ai lavori".
Cammarota rivendica inoltre il comportamento esemplare dei tifosi granata nel corso degli ultimi anni: "In tre stagioni di Serie A e un anno di Serie B, la tifoseria della Salernitana non ha mai dato luogo a incidenti in trasferta. Non si capisce, quindi, quale sia la ratio di un provvedimento così sproporzionato. È giusto che il campo sia squalificato per le prime due giornate interne, ma estendere la sanzione a tutte le trasferte fino a dicembre è una punizione ingiusta, scollegata dai fatti". L’affondo finale è un invito all’unità: "In quella serata si è voluto chiudere una pagina grottesca. Ma per evitare che quella farsa continui, serve una reazione collettiva. Chiedo alle istituzioni locali, ai rappresentanti della città, ai cittadini stessi: muoviamoci tutti insieme. Non lasciamo che l’ennesimo atto punitivo passi sotto silenzio. La Salernitana è della sua gente, e la sua gente merita rispetto". Una voce che si leva alta, dunque, quella di Cammarota, in un momento delicato per l’ambiente granata, che continua a fare i conti non solo con una dolorosa retrocessione, ma ora anche con un provvedimento che rischia di spezzare un legame profondo, fatto di passione, sacrificio e presenza.
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