

di Massimiliano Catapano
Salerno si risveglia più triste, velata da un silenzio che pesa come un macigno. È venuto a mancare all’improvviso Matteo Amaturo, figura amatissima della città, attore brillante, speaker radiofonico appassionato e cuore granata in ogni sfumatura della sua vita. La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando un senso di incredulità e dolore tra coloro che lo conoscevano, lo ascoltavano, lo stimavano. Classe, ironia e umanità. Così si potrebbe sintetizzare la vita di Matteo, salernitano autentico, figlio del noto giornalista Gigi Amaturo, dal quale aveva ereditato non solo il carisma ma anche l’amore viscerale per il calcio e per la Salernitana. Un legame profondo, identitario, che lo aveva portato a vestire da ragazzo la maglia granata come portiere del settore giovanile, e che negli anni si era trasformato in un abbraccio costante alla sua città e alla sua squadra.
Dopo aver intrapreso la carriera forense, senza mai abbandonare la toga, Matteo aveva scelto di seguire un’altra vocazione: quella per il teatro e la comunicazione. La sua voce inconfondibile, calda e familiare, aveva accompagnato per anni le giornate dei salernitani sulle frequenze di Radio Bussola 24, dove conduceva un apprezzatissimo programma pomeridiano, fatto di parole leggere, riflessioni profonde e quella sua ironia pungente, mai banale, che lo rendeva unico. È stato anche, per lungo tempo, lo speaker ufficiale dello stadio "Arechi": una voce che ha scandito gioie e dolori calcistici, trasformando ogni annuncio in un momento di appartenenza collettiva. Memorabile la sua conduzione, sul palco di piazza della Concordia, della festa per il centenario della Salernitana: un evento da lui vissuto con emozione, passione e l’entusiasmo contagioso che lo ha sempre contraddistinto. Sui social si definiva "uno spacciatore di emozioni", e mai definizione fu più azzeccata. Nei suoi "pensieri scomposti" sapeva cogliere l’anima delle cose, raccontare la città e i sentimenti con un tono personale, profondo ma accessibile, come se parlasse direttamente al cuore di ciascuno.
Il cordoglio è unanime. La Salernitana, attraverso una nota ufficiale, ha voluto esprimere la propria vicinanza alla famiglia, ricordando Matteo come “tifosissimo granata, sorridente amico di tutti e per tanti anni collaboratore del club come voce ufficiale dello stadio Arechi”. E davvero, Matteo era un amico di tutti. Un uomo gentile, sempre pronto a regalare un sorriso o una battuta, capace di entrare in punta di piedi nelle case e nei cuori di una comunità che oggi lo saluta con le lacrime agli occhi. Nei primi anni 2000, Matteo ha ricoperto con passione il ruolo di dirigente presso il Circolo Nautico Salerno, sotto la guida del suo caro amico, il compianto Guglielmo Buonagiunto. Era il cuore pulsante della squadra di allora, un’anima generosa che ha sempre saputo infondere gioia e passione in ogni iniziativa. "Anche nel nuovo ciclo del Circolo Nautico Salerno, non ha mai fatto mancare il suo supporto incondizionato, sostenendoci e incoraggiando ad andare avanti nel nostro progetto. - ricorda il presidente Paolo Giarletta - Con il suo spirito sempre ironico e un sorriso luminoso, Matteo ha lasciato un’impronta indelebile nella vita di tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di conoscerlo. Il presidente, i dirigenti, i tecnici, gli atleti e le loro famiglie: ognuno di noi ha una storia da raccontare con lui, un ricordo prezioso che porteremo per sempre nel cuore. Oggi, più che mai, vogliamo onorare il suo ricordo. Ci uniamo in un abbraccio collettivo per esprimere il nostro dolore e la nostra gratitudine per avere avuto Matteo nelle nostre vite- La tua luce continuerà a brillare nei nostri cuori e nelle nostre piscine".
Matteo Amaturo lascia un vuoto che difficilmente potrà essere colmato. Si è spento troppo presto, raggiungendo l’amato papà Gigi, con cui condivideva non solo il nome, ma una straordinaria capacità di comunicare emozioni. Alla famiglia Amaturo giunga l’abbraccio sincero e commosso della redazione di Salernoinweb e dell’intera città. Salerno non dimenticherà la sua voce, il suo spirito e quel modo tutto suo di vivere la vita: con leggerezza, profondità e un amore immenso per la sua terra.
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