

Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa Italiana, è stato ospite della sezione Impact! al Giffoni Film Festival, dove ha ricevuto il Premio Ercole per il suo instancabile impegno umanitario. L'incontro con i giffoner ha toccato temi cruciali come la crisi umanitaria a Gaza, il cambiamento climatico e la criminalizzazione della solidarietà. Valastro ha aperto l’incontro con una riflessione sui giovani: "Si dice che i giovani sono il futuro. Per me è inaccettabile. Perché sì, sono anche il futuro, ma i giovani sono soprattutto il presente". Il presidente CRI ha ricordato il suo esordio da volontario a 18 anni e l'impegno di una vita nel rendere la Croce Rossa "un’associazione inclusiva". Sul fronte climatico, ha spiegato che non basta più parlare di prevenzione: "Dobbiamo occuparci della mitigazione, cioè di mitigare gli effetti che i cambiamenti climatici hanno su di noi".
Ha citato progetti come l’installazione di climatizzatori nelle case degli anziani e il sostegno al pagamento delle bollette, in collaborazione con realtà come Legambiente. Un passaggio importante è stato dedicato alla crescente ostilità verso chi aiuta: "Negli ultimi dieci anni c’è stata una sorta di involuzione nei confronti di chi aiuta gli altri. Aiutare prima era da lodare, oggi è visto quasi come un atto da fessi". Valastro ha ribadito che portare aiuto è un diritto sancito dalle convenzioni internazionali, anche nei confronti dei migranti: “È passata l’idea che chi viene è un fannullone e chi aiuta sta aiutando fannulloni. Niente di più falso". Infine, il dramma umanitario di Gaza: “Non è mai troppo tardi perchè qualcuno possiamo salvarlo. Ma quello che sta succedendo quasi nel silenzio istituzionale è irrazionale". Valastro denuncia il mancato rispetto delle regole di guerra: “È fuori dalle regole attaccare civili mentre vanno a prendere aiuti, bombardare ospedali, impedire l’accesso alla Croce Rossa". E aggiunge: "Stiamo cercando di spingere il governo israeliano a farci rientrare. Lo stiamo facendo in silenzio". La CRI, spiega Valastro, non fa denunce pubbliche come le ONG, ma resta fedele alla propria missione: "La causa è la stessa: la dignità dell’uomo".
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