

Due ex campioni del nuoto, oggi impegnati anche negli studi universitari, hanno condiviso la loro esperienza con gli Ambassador di Giffoni Sport, tracciando un bilancio tra sfide sportivi e progetti futuri: un futuro da psicologo dello sport e l'altro nell'economia aziendale.
Gianni Minervini, figlio di un ex sincronetta e di un giudice internazionale, ha affrontato e superato numerosi pregiudizi legati alla sua disciplina: "Dicevano che il mio sport era solo per donna" afferma. Divenuto campione europeo nel Sincro solo tecnico a Roma 2022, ha raccontato le difficoltà vissute all'inizio. "Quando tutto è iniziato, questa disciplina era vietata agli uomini e non potevo gareggiare. Ho vissuto l'attesa come un reietto: gare regionali, nazionali, tutto bandito. Poi pian piano è stato concesso di gareggiare. C'era lo stereotipo, doppio pregiudizio: se fai questo sport, non sei etero; se non lo sei, fai una cosa sbagliata. Per molti era impensabile che un uomo potesse competere con le donne". Per Minervini quindi, la vittoria ha rappresentato una vera e propria rivincita personale - è stato un riscatto, una rivincita, dopo l'adolescenza vissuta in questo modo. Continua: "La mia disciplina sportiva è complicata per definizione. Ci alleniamo otto ore al giorno per fare non solo un gesto perfetto, ma realizzarlo insieme a un'altra persona. L'atleta è sempre spinto da uno squilibrio ad andare avanti. [...] Ho vinto prima dentro me stesso e poi in vasca quando ho vinto o chiuso un cerchio. Gli ho capito che non c'era più niente da prendere e che avrei potuto lasciare. Ho intrapreso un percorso, proseguo con la psicologia dello sport".
Matteo Rivolta (foto DBM), invece, ha condiviso la sua storia di passaggio dal calcio al Nuoto. "Sognavo di diventare un campione con il pallone tra i piedi, poi il nuoto ha scelto me".Il suo momento più importante è arrivato ad Abu Dhabi, dove ha conquistato il titolo mondiale nei 100 farfalle in vasca corta, la sua prima finale iridata a 30 anni. Anche se il nuoto ha segnato la sua carriera, Rivolta non hai mai dimenticato la sua passione calcistica, parlando del suo percorso di alti e bassi: "Sono stato sul punto di appendere cuffia e occhialini al chiodo. Vittoria mia personale, ma anche da condividere con le persone che mi sono state vicino nei periodi bui". Ora, dopo aver lasciato l'attività agonistica, rivolta guarda avanti con ottimismo grazie agli studi in economia aziendale, dei quali ringrazia la sua famiglia, in quanto il percorso è sempre stato parallelo tra Nuoto e Università. "Non c'era possibilità di fare una scelta, magari di preferire un indirizzo.studio e piscina, piscina e studio: quel bagaglio di esperienza, adesso, e tornerà utile".
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