

di Massimiliano Catapano
Veronica Casaburi è viva. E questa, in mezzo all’orrore, è la notizia che tutti aspettavano. La 34enne è scampata per miracolo al tentato femminicidio compiuto dal marito Vincenzo Romano, 40 anni, che la notte del 14 luglio, in un impeto di cieca gelosia, l’ha colpita con sette coltellate mentre dormiva. Un’aggressione brutale, consumata nel cuore della notte, che ha scosso profondamente la comunità metelliana. Trasportata d’urgenza all’ospedale di Cava de’ Tirreni, Veronica è stata operata e, dopo alcune ore in rianimazione, trasferita nel reparto di chirurgia. Oggi è cosciente, fuori pericolo, e ha voluto affidare ai social un messaggio pieno di gratitudine e forza: "Grazie di cuore a tutti che mi state inondando di messaggi di affetto e vicinanza. Non ci sono parole. Mi sembra solo un incubo. L’importante è che sono viva e fuori pericolo. I miei angeli ed il pronto soccorso e reparto chirurgia di Cava mi hanno salvata. Lotterò come ho sempre fatto per i miei figli, in particolare, che hanno bisogno della loro mamma. Un abbraccio a tutti".
Nel frattempo, anche l’aggressore, Vincenzo Romano, impiegato nel settore edile, si trova ricoverato all’ospedale "Santa Maria dell’Olmo". Dopo aver accoltellato la moglie, ha tentato il suicidio procurandosi un profondo taglio alla gola. È stato soccorso e operato: ora è cosciente, in netto miglioramento, e piantonato dagli agenti del Commissariato di Cava de' Tirreni. Sull’accaduto è intervenuto anche Italo Giuseppe Cirielli De Mola, capogruppo di Fratelli d’Italia a Cava e responsabile regionale Enti Locali del partito. Con un messaggio di solidarietà rivolto alla donna e alla sua famiglia, ha voluto ringraziare pubblicamente i medici che hanno salvato la vita a Veronica: "Ho atteso che fosse dichiarata fuori pericolo prima di parlare pubblicamente. La notizia che Veronica si stia riprendendo ci riempie il cuore. A lei, ai suoi figli e ai suoi cari va tutta la nostra vicinanza. Ringraziamo il personale del Pronto Soccorso e del reparto di Chirurgia dell’ospedale di Cava per l’eccezionale professionalità dimostrata. Non possiamo più tollerare atti di tale efferatezza. La violenza contro le donne è una piaga sociale che va combattuta con determinazione, attraverso la prevenzione, l’educazione e l’applicazione ferma delle leggi. La giustizia deve agire senza attenuanti".
Una vicenda drammatica, che per una volta non si è conclusa con l’ennesimo omicidio. Veronica è viva. Sopravvissuta. Ed è già pronta a combattere, ancora una volta, per i suoi figli e per la sua vita. Ma il segnale lanciato da Cava de' Tirreni è chiaro: basta silenzi, basta indifferenza. Serve un impegno collettivo, reale e costante, contro ogni forma di violenza.
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