

di Massimiliano Catapano
La Salernitana dovrà giocare in Serie C. È questa la conclusione definitiva della complessa vicenda giudiziaria che ha coinvolto il club granata dopo la retrocessione maturata sul campo contro la Sampdoria nei play-out di giugno. Il TAR del Lazio, Sezione Prima Ter, ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla società campana, che sperava in un clamoroso ripescaggio in Serie B come ventunesima squadra, facendo leva sull’irregolarità del rinvio dei playout decisa a maggio dalla Lega Serie B. Il verdetto, pubblicato il 15 luglio 2025, rappresenta una pietra tombale sulle residue speranze di riammissione del club di via Allende: l’istanza è stata respinta per violazione della cosiddetta "pregiudiziale sportiva", ovvero per non aver completato l’iter previsto dalla giustizia sportiva prima di rivolgersi al giudice amministrativo.
Il contesto: play-out rinviati, poi giocati e persi
Tutto è iniziato il 18 maggio, a un giorno dalla sfida di andata Salernitana-Frosinone, valida per il playout salvezza. In quella data la Lega B ha sospeso le gare "a data da destinarsi" tramite il comunicato ufficiale n. 211, motivando la scelta con una comunicazione della Procura federale relativa a indagini in corso. Il club granata, che si era classificato 17º in classifica, ha subito diffidato la Lega chiedendo l’immediata revoca del provvedimento, e ha successivamente presentato ricorso al Collegio di Garanzia del CONI. Il ricorso è stato però giudicato inammissibile già l’11 giugno. Successivamente, la Lega ha riprogrammato i play-out tra Salernitana e Sampdoria (e non più contro il Frosinone, nel frattempo salvo per effetto delle sanzioni inflitte al Brescia): le partite si sono disputate il 15 e 22 giugno, con esito sfavorevole per i granata che, di fatto, sono retrocessi in Lega Pro.
Il tentativo di riammissione
Nonostante la retrocessione acquisita sul campo, la Salernitana ha proseguito la battaglia sul fronte legale, chiedendo l’annullamento degli atti che avevano originato il rinvio e invocando il ripristino dell’assetto iniziale, con la possibilità di giocare i playout con la formula e contro l’avversario previsti originariamente (cioè il Frosinone). In subordine, il club chiedeva la riammissione al prossimo torneo cadetto, con un organico allargato a 21 squadre. La Salernitana ha sostenuto che il rinvio improvviso delle gare del 19 e 26 maggio, disposto il giorno prima dell’inizio, avesse compromesso l’equità del campionato e alterato il regolare svolgimento della competizione. Da qui la richiesta di annullamento del comunicato ufficiale n. 211, della nota n. 888 e di tutti gli atti collegati, inclusa la decisione del Collegio di Garanzia che aveva rigettato il primo ricorso.
La sentenza: ricorso inammissibile per violazione della pregiudiziale sportiva
Il TAR ha ricostruito l’intera vicenda nel dettaglio, specificando che il club non ha rispettato l’iter corretto. Secondo i giudici, la Salernitana avrebbe dovuto impugnare prima il comunicato n. 211 davanti agli organi della giustizia federale (Tribunale Federale Nazionale FIGC), invece di rivolgersi direttamente al Collegio di Garanzia del CONI. Solo dopo aver esaurito tutti i gradi della giustizia sportiva sarebbe stato possibile adire il TAR. "Il sistema vigente non consente l’accesso alla tutela giurisdizionale statale in difetto del previo esaurimento dei rimedi interni all’ordinamento sportivo", si legge nella sentenza. Il Collegio ha anche chiarito che gli atti impugnati non rientrano tra quelli incidenti direttamente sull’ammissione o esclusione dai campionati professionistici, smentendo quindi la tesi della Salernitana di rientrare nelle fattispecie previste dall’articolo 12-ter dello Statuto CONI.
Fine corsa per il club granata
Con questa pronuncia, si chiude in maniera definitiva ogni possibilità per la Salernitana di partecipare al prossimo campionato di Serie B. Non c’è stato alcun margine per un ripescaggio o una riammissione d’ufficio: la sentenza del TAR rappresenta un punto fermo, giuridicamente e sportivamente parlando. Una stagione cominciata con ambizioni di promozione termina così con una dolorosa retrocessione e una battaglia legale persa su tutti i fronti. Ora alla Salernitana non resta che riorganizzarsi e affrontare il prossimo campionato di Serie C con l’obiettivo di ritrovare, sul campo, quella Serie B che le aule di giustizia hanno definitivamente negato.
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